Osteoporosi

Osteoporosi

cause, sintomi e rimedi

Indice

1.1 Cos’è?

1.1.1 Osteoporosi giovanile

1.2 Cause

1.3 Sintomi

1.4 Pericoli

1.5 Cura

1.5.1 Rimedi medici

1.5.2 Farmaci

1.5.3 Rimedi naturali

1.6 Specialisti

1.7 Prevenzione



Cos’è l’osteoporosi?

L’osteoporosi è una patologia che interessa l’apparato scheletrico: a causa della bassa densità minerale ossea e del deterioramento che si registra a livello della microarchitettura del tessuto osseo, le ossa si indeboliscono, diventano più fragili e sono soggette ad un aumentato rischio di frattura, anche dopo traumi di lieve entità. Le fratture interessano, generalmente, il femore, il polso e le vertebre. L'osteoporosi si suddivide in primaria (originale) o secondaria, ossia derivata da un evento correlato (iperparatiroidismo, farmaci osteotossici, immobilizzazione protratta, basso peso corporeo, ipercalciuria, artrite reumatoide). Le osteoporosi secondarie sono un gruppo ricco di varianti, ma rappresentano solo il 5% delle osteoporosi.

Un’altra condizione di fragilità ossea, causata dalla diminuzione di calcio e fosforo nelle ossa, è l’osteopenia, spesso un precursore dell’osteoporosi.

Osteoporosi giovanile

Nei giovani l’osteoporosi è rara e, solitamente, è dovuta a malassorbimento intestinale, problemi ormonali, artrite giovanile o, ancora, all’assunzione di farmaci che impediscono di fissare il calcio nel tessuto osseo o ne ostacolano il corretto metabolismo (corticosteroidi, anticonvulsivanti, farmaci immunosoppressivi). Infine, anche gravi carenze nutrizionali protrattesi per lungo tempo nell’infanzia e nell’adolescenza (soprattutto calcio e vitamina D) possono anticipare l’insorgenza della malattia. Esiste anche una forma primaria, piuttosto rara, di osteoporosi giovanile idiopatica.

 

Cause   

Le nostre ossa sono sottoposte ad un continuo processo di cambiamento, detto turnover o rimodellamento osseo, che vede la formazione di nuovo tessuto osseo e il riassorbimento di quello vecchio. Da giovani, fino ai 30 anni circa, l’organismo crea più tessuto osseo di quanto ne distrugga. In seguito, il rimodellamento osseo prosegue, ma viene riassorbito più tessuto osseo di quanto se ne fabbrichi. La probabilità di ammalarsi di osteoporosi dipende dal picco di massa ossea raggiunto e dalla velocità con cui la stessa si distrugge in seguito: maggiore è il picco, maggiore è la quantità di tessuto osseo di riserva e minore è la probabilità di ammalarsi di osteoporosi con l’avanzare dell’età.

La forza delle ossa, invece, dipende dalle loro dimensioni e dalla densità di calcio, fosforo e altri minerali in esse contenuta.

Le cause dell'osteoporosi sono molteplici. In primo luogo, ad incidere sul normale processo di rimodellamento osseo e, di conseguenza, sulla resistenza delle ossa, è l'età. Altre cause sono la menopausa, i cambiamenti ormonali, l’alimentazione scorretta, la scarsa attività fisica, l’abuso di alcol, di fumo e di medicinali, alcuni fattori genetici ed ereditari. In particolare, nelle donne, la menopausa, in conseguenza della perdita della funzione ovarica, comporta il venir meno dell'azione protettiva svolta degli ormoni estrogeni. Anche l'amenorrea o la menopausa precoce espongono maggiormente al rischio di osteoporosi.

 

Sintomi

Solitamente, nonostante la progressiva riduzione della massa ossea, coloro che sono affetti da osteoporosi non avvertono né dolore, né altri sintomi. Col tempo, però, il tessuto osseo sempre più fragile rende lo scheletro debole e incapace di sostenere le normali sollecitazioni.

L’osteoporosi si manifesta con dolore osseo o muscolare, soprattutto nella regione lombare. Inoltre, a causa dell'assottigliamento e della fragilità delle ossa, la colonna vertebrale tende ad incurvarsi e la statura a diminuire. Molto frequenti sono anche le fratture del polso, delle vertebre e  del femore.

La diagnosi viene generalmente effettuata per mezzo di esami in grado di misurare la densità ossea, come ad esempio la mineralometria ossea computerizzata (MOC).

Secondo i criteri stabiliti dall’OMS, in base alle rilevazioni della MOC, un soggetto può essere definito normale se la densità minerale (BMD - Bone Mineral Density) ha un t-score compreso tra +1 e -1,  osteoporotico se la sua BMD ha un t- score minore di -2.5

Altri esami in grado di misurare in maniera accurata la densità ossea sono: ecografia, assorbimetria a raggi X a doppia energia, assorbimetria a singolo raggio fotonico, tomografia computerizzata (TAC) quantitativa.


Pericoli

Le complicazioni più frequenti e più gravi dell’osteoporosi sono le fratture che, spesso e soprattutto a causa di cadute, interessano le vertebre o il femore, ossia proprio le ossa che sorreggono il corpo. A volte, le fratture alla colonna vertebrale possono verificarsi senza che un trauma che le cagioni, ma per effetto di una compressione: le vertebre, infatti, possono diventare talmente fragili da comprimersi e collassare. Queste fratture sono particolarmente dolorose e impiegano molto tempo per guarire.


Cura

Per curare l’osteoporosi occorre:

  • seguire una dieta sana, ricca di calcio, vitamina D e integratori di calcio;

  • assumere determinati farmaci.

Rimedi medici

Le terapiefarmacologiche, generalmente condotte per anni e variabili da caso a caso in base all’età e alle condizioni cliniche del paziente, vanno effettuate sotto stretto controllo medico. Le sostanze efficaci nella terapia dell’osteoporosi possono essere suddivise in due tipologie: stimolatori della formazione di nuovo osso e inibitori del riassorbimento osseo (che conducono ad  un incremento della densità minerale e della massa ossea).      

Farmaci

Gli estrogeni sono particolarmente efficaci nella prevenzione dell’osteoporosi, ma il loro uso va attentamente valutato. Alcuni farmaci, come la calcitonina, aiutano il calcio ad entrare nelle ossa appena formate. I farmaci comunemente impiegati per rallentare il decadimento osseo appartengono alla famiglia dei bifosfonati (alendronato e risedronato). Purtroppo, hanno qualche effetto collaterale: in particolare, provocando l’infiammazione dell’esofago, causano un fastidioso bruciore di stomaco. Il raloxifene, invece, svolge sul metabolismo osseo un effetto simile a quello dell’estrogeno, ma può avere effetti collaterali potenzialmente gravi, tra cui la formazione di trombi agli arti inferiori. Il teriparatide, invece, è un farmaco iniettabile che aiuta nella costruzione del tessuto osseo.

Rimedi naturali

Tra i rimedi naturaliper l'osteoporosi vi sono: gramigna, tarassaco, frassino, fiori di Bach e achillea (che ha eccellenti proprietà rimineralizzanti).

Indispensabile è una corretta alimentazione:consigliata è unadieta a base di legumi, frutta fresca, verdura a foglia larga, noci, cereali integrali, alimenti ricchi di magnesio (banane, nocciole, fagioli, piselli), manganese (castagne, zenzero, avocado, spinaci, rame (germe di grano, funghi, miele) e fosforo. Da evitare formaggi stagionati, margarina, salumi, zucchero, caffé.

Gli integratori per osteoporosigarantiscono un adeguato apporto di calcio e di vitamina D.   La ginnasticapuò creare una stimolazione meccanica dinamica, così da ottenere un miglioramento della mineralizzazione ossea. In particolare, vanno svolti esercizi che possano rinforzare il femore (coinvolgendo l’anca), le vertebre lombari e il polso, favorendo l’irrobustimento muscolare e migliorando la capacità aerobica, la coordinazione e l’equilibrio.

Specialisti

Per la cura dell’osteoporosi occorre rivolgersi a specialisti che possano aiutare ad affrontare, a 360°, le problematiche che la patologia implica: reumatologo, radiologo, radiologo interventista, medico riabilitatore, geriatra, ginecologo, dietista, dietologo, endocrinologo.  Il fisiatra e l’ortopedico possono prescrivere l’uso di busti che aiutino a scaricare il peso del corpo in modo corretto e a ridurre il dolore alla schiena.  

La medicina alternativa: cicli di medicinali omeopatici aiutano a rallentare la perdita di massa ossea e il rischio di fratture. L’omeopata può consigliare anche il ricorso al Gelsemium sempervirens, ottimo contro l'insicurezza in caso di compromessa motricità e per combattere la paura di cadere. Il fitoterapeuta può indicare quali sostanze sono necessarie per mantenere le ossa forti ed evitare la decalcificazione. Il nutrizionista aiuta fornendo indicazioni importanti per una corretta dieta.

 

Prevenzione

Le cure per l’osteoporosi sono davvero lunghe e non conducono alla guarigione, ma servono solo al contenimento della malattia. La prevenzione, di fondamentale importanza, è volta, in primis, al raggiungimento di una massa ossea adeguata fino a quando si è giovani e si basa su alcuni punti essenziali:

  • assunzione di calcio e vitamina D (attraverso alimenti come il latte e i suoi derivati, il pesce, le uova, il fegato);

  • esercizio fisico regolare;

  • vita non sedentaria;

  • riduzione del consumo di alcol (che può impedire il rinnovamento delle ossa e alterare la capacità dell’organismo di assorbire il calcio);

  • evitare di fumare (il fumo fa diminuire la quantità di estrogeno prodotta dall’organismo femminile e diminuisce l’assorbimento del calcio a livello intestinale).


Lo Spettabile Dottor Cristiano Pieri, Reumatologo prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa patologia con un approfondimento sul trattamento della stessa:

Il mio commento è sull'uso di alcuni farmaci, in particolare sull'uso degli estrogeni. Qualora si decidesse di utilizzare tale strada terapeutica ci si accerti prima con eco e rx alle mammelle se vi sia il rischio cancerogeno, ed in tal caso scartare tale terapia.

L'altro aspetto che vorrei mettere in evidenza è l'utilizzo frequentissimo e contemporaneo nei pazienti anziani degli inibitori di pompa protonica (PPI)  con bifosfonati. Potenzialmente, i PPI interferiscono con l’assorbimento del calcio, della vitamina B12 e dei bifosfonati per os, con ripercussioni sugli osteoclasti. Ossia i pazienti trattati con i PPI costituiscono un gruppo ad elevato rischio di fratture osteoporotiche. E’ quindi da sconsigliare l'uso indiscriminato e cronico degli PPI, specie in associazione con i bifosfonati.