Pap test

Pap test

cos’è, a cosa serve, la preparazione, l’esecuzione, gli specialisti e i risultati

Indice

1.1  Definizione

1.2  Applicazioni

1.3 Esecuzione

1.3.1 Preparazione

1.3.2 Il pap test fa male?

1.3.3 Il pap test da vergine

1.4 Quando effettuarlo

1.4.1 Pap test in gravidanza

1.5 Specialisti

1.6 Risultati

1.7 Ulteriori accertamenti


Definizione
Il test di Papanicolaouo pap test è un test citologico di  screening, che si effettua, cioè, anche in donne sane. Il nome deriva dal ricercatore greco-americano George Papanicolaou (abbreviato in Pap) che lo sviluppò. Il fine del test è quello di individuare precocemente e in maniera rapida, il tumore del collo dell’utero (carcinoma della cervice uterina) o la presenza di lesioni e alterazioni che, nel tempo, potrebbero diventarlo. Prima dell’introduzione del pap test, il tumore della cervice uterina era fra le neoplasie più invasive e diffuse tra le donne, mentre, dall’avvento di questo test di screening, si stima che più di 500.000 donne per anno vengano salvate da questa terribile malattia.
L’esame del pap testnon va confuso con lo striscio batterioscopico o batteriologico (ossia l’esame culturale delle secrezioni della vagina o del collo dell’utero), metodologia utilizzata per indagare le cause di infezioni vaginali.

Applicazioni
Il prelievo che viene eseguito per il pap-test, non solo serve per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori del collo dell’utero, ma permette anche di indagare la presenza di un’infezione virale legata al Papilloma Virus (HPV). Tale virus è presente in una percentuale considerevole di donne e può, nei casi di ceppi particolarmente virulenti, rappresentare un fattore di rischio di degenerazione neoplastica.

Esecuzione
Il pap test si esegue, nel corso di una normale visita ginecologica, prelevando una piccola quantità di cellule sfaldate dal collo dell’utero e dal canale cervicale della paziente, sdraiata supina e con le gambe divaricate. Dopo l’applicazione di uno speculum (strumento che dilata lievemente l'apertura vaginale), il prelievo viene effettuato mediante una speciale spatola e un apposito spazzolino cotonato. Le cellule vengono, poi, strisciate su un vetrino, fissate, colorate ed esaminate in laboratorio con l'aiuto del microscopio. L'esecuzione del pap test dura una 5 minuti circa.

Preparazione
Per un’accurata preparazione al pap test, nei 3-5 giorni precedenti, occorre evitare l’utilizzo di anticoncezionali locali, ovuli, creme, gel, deodoranti intimi, schiume e lavande vaginali di ogni tipo, perché potrebbero eliminare o occultare cellule anormali (a meno che non siano stati prescritti dal medico). I risultati potrebbero essere alterati anche dai rapporti sessuali prima del pap test: per tale motivo, è meglio astenersi nei due giorni che precedono l'esame.

Il pap test fa male?
Molte donne si chiedono se il pap test fa male. Il pap test non è doloroso: è un esame molto semplice e, nel caso in cui si avvertano lievi fastidi, questi dipendono dalla sensibilità individuale e dalla delicatezza di chi lo esegue. Successivamente, non si dovrebbe avvertire alcun disturbo, anche se è possibile che si verifichino piccole perdite di sangue dopo il pap test: in caso di qualsiasi dubbio, comunque, è sempre consigliabile rivolgersi al medico.           

Il pap test da vergine
Il pap test da vergine può essere eseguito senza ledere l’imene: il medico o l'ostetrica, opportunamente e preventivamente informati, adotteranno una tecnica più delicata, consistente in uno speculum apposito per le donne che non hanno mai avuto rapporti sessuali e una grande attenzione da parte del professionista.
In base alle caratteristiche anatomiche della donna, potrebbe, però, rivelarsi difficile prelevare dal collo dell'utero il campione di muco da esaminare: in tal caso, i risultati dell'esame, saranno meno accurati e non altrettanto affidabili. Va, comunque, ricordato che il rischio di cancro al collo dell'utero è molto basso in una donna che non ha mai avuto rapporti sessuali, per cui molti programmi di screening non includono le donne vergini.


Quando effettuarlo
Il pap test deve essere fatto lontano da mestruazioni, se il flusso dovesse arrivare nei giorni immediatamente precedenti o nello stesso giorno della visita, è necessario rinviare l'esame.
Ogni quanto effettuare il pap test: dopo  l'inizio dell'attività sessuale e, in ogni caso, a partire dai 25 anni di età, ilpap test andrebbe eseguito regolarmente, in assenza di particolari predisposizioni o fattori di rischio, ogni tre anni. Dopo i 30-35 anni va ripetuto una volta ogni 5 anni. Le donne in menopausa dovrebbero continuare a sottoporsi all'esame, anche se non hanno più rapporti sessuali, almeno fino ai 65 anni, poiché il test può fornire informazioni rilevanti sullo stato dell'endometrio uterino. Anche nel caso di assenza di rapporti è, comunque, raccomandabile aderire alla frequenza consigliata.
Nell’eventualità di risultati anomali il ginecologo potrebbe suggerire l'esecuzione di altri test o la ripetizione dell'esame a breve distanza di tempo. In ogni caso, non bisogna lasciarsi prendere dall’ansia e dal panico, sia perché in parecchi casi si tratta di lesioni non pericolose, sia perché, nell’ipotesi di una diagnosi precoce, le possibilità di guarigione sono molto alte.

Pap test in gravidanza
Il pap test in gravidanza può essere eseguito senza problemi: ovviamente, occorre  informare chi esegue l'esame della propria condizione. E’ indicato eseguirlo nel primo trimestre di gestazione.


Specialisti
Effettua il pap test il medico specializzato in  ginecologia e ostetricia.


Risultati
I risultati del pap test, in genere consegnati dopo due settimane, vanno in primo luogo distinti in:

  • pap test negativo: le cellule epiteliali prelevate durante il test non presentano anomalie e, di conseguenza non è necessario alcun trattamento. La paziente viene, comunque, invitata a ripetere il pap test dopo un periodo di tempo concordato con il medico; 

  • pap test positivo: le cellule epiteliali prelevate durante l'esame evidenziano  delle anomalie, tuttavia, un esito del pap test"positivo" non significa automaticamente la presenza di una lesione, né la necessità di un intervento chirurgico: richiede, invece, l'approfondimento diagnostico con indagini di secondo livello.

Cosa rileva il pap test: le alterazioni evidenziate vengono classificate in cinque classi:

  • classe 1: normalità;

  • classe 2: infiammazione(cellule normali, ma non probative per malignità; displasia lieve);

  • classe 3: sospetta malignità (displasia media);

  • classe 4: cellule fortemente probative per malignità (displasia grave);

  • classe 5: cellule tumorali maligne.


Ulteriori accertamenti
In caso di risultati anomali, solitamente, vengono eseguiti ulteriori esami di accertamento o di screening, tra cui l’HPV DNA test, una tecnica diagnostica in grado di evidenziare la presenza di DNA virale (che non necessariamente è causa di tumore).In alcune situazioni, viene suggerito di ripetere il pap test con maggiore frequenza; in altre, la paziente viene invitata a sottoporsi ad ulteriori accertamenti diagnostici. Anche in questo caso la raccomandazione di effettuare ulteriori test non indica per forza la presenza di un tumore maligno, bensì l'esistenza di una condizione che richiede uno studio più approfondito. La colposcopia dopo il pap test permette di osservare direttamente la superficie della vagina e il collo dell'utero mediante il colposcopio: la visione, ingrandita da 2 a 60 volte, consente allo specialista di rilevare eventuali lesioni, anomalie, alterazioni o neoplasie che potrebbero sfuggire alla visione a occhio nudo.


Lo Spettabile Dott. Emilio Giugliano, Ginecologo, prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa prestazione con un approfondimento sui benefici di questo test:
Il tumore della cervice uterina, se diagnosticato in tempo, può essere curato rispettando l'integrità anatomo-funzionale della cervice e preservando la fertilità, cosa da non sottovalutare considerando che è un tipo di cancro che colpisce soprattutto le giovani donne tra i 30 e i 40 anni. Per questo è fondamentale, soprattutto per le donne in età fertile, sottoporsi periodicamente a questo test, rispettando la frequenza consigliata dal loro ginecologo.