Consulenza per emogasamnalisi

cos’è, a cosa serve, la preparazione, l’esecuzione, gli specialisti e i risultati

Indice

1.1  Definizione

1.1.1 Tipi di emogasanalisi

1.2  Applicazioni

1.3 Procedura

1.3.1 Preparazione

1.3.2 Esecuzione

1.3.3 L’emogasanalisi fa male?

1.4 Quando effettuarla?

1.5 Specialisti

1.6 Risultati

1.7 Controindicazioni, rischi ed effetti collaterali

 

Definizione

L’emogasanalisi o ega arteriosa o emogas è un esame ematico diagnostico che consiste nella rilevazione della quantità di ossigeno e di anidride carbonica presenti nel sangue arterioso e del ph del sangue, tramite l’analisi di un campione. Questa analisi viene effettuata mediante un apposito apparecchio medico denominato emogasanalizzatore.

Coloro che desiderano sottoporsi a questo test, devono rivolgersi ad un centro specialistico con personale esperto nell’esecuzione dell’esame

Tipi di emogasanalisi

Esistono due diversi tipi di esame per emogasanalisi:  

  1. emogasanalisi venosa

  2. emogasanalisi arteriosa

L’emogasanalisi venosa, come suggerisce il nome, prevede che il sangue venga prelevato da una vena; si tratta, dunque, di un esame piuttosto semplice in quanto le vene sono visibili a occhio nudo. L’emogasanalisi arteriosa, invece, si basa sul prelievo del sangue dalle arterie che, trovandosi in profondità, sono più difficili da individuare.

Va detto tuttavia che l’emogasanalisi del sangue arterioso fornisce dati più precisi riguardo la funzione polmonare, in quanto misura i livelli di ossigeno, di anidride carbonica di e di pH, mentre l’analisi del sangue venoso e utile per misurare il pH in caso di patologie che richiedono valutazioni metaboliche.

 

Applicazioni

Questa analisi di laboratorio, che è in grado di individuare i valori dell’ossigeno e dell’anidride carbonica nel sangue, è utile per la valutazione delle funzionalità dell’apparato respiratorio e per la rilevazione di eventuali squilibri acido-base, i quali potrebbero essere indice di patologie polmonari, renali o metaboliche.

L’emogasanalisi è particolarmente indicata per i pazienti che presentano insufficienza respiratoria o dispnea acuta.

 

Procedura

Si posiziona il paziente seduto estendendo il polso, si disinfetta accuratamente la cute in corrispondenza della sede del prelievo, si utilizzano delle siringhe già predisposte all’uso, eparinate e con il cappuccio salva ago, si palpa con molta calma e si immobilizza l’arteria con la mano, s’inserisce quindi l’ago con un angolo di 45° fino a quando il sangue non pulsa nella siringa e si estrae circa 1 ml di sangue.

Si applica un tamponcino di ovatta facendo pressione e lo si immobilizza con del cerotto da tenere per circa 20 min.

L’operatore poi processa il campione con l’emogasanalizzatore, il risultato è disponibile dopo pochi minuti.

Preparazione

La preparazione all’emogasanalisi non prevede particolari misure comportamentali: il paziente non deve presentarsi a digiuno né deve sospendere eventuali terapie farmacologiche. Tuttavia all’operatore sanitario devono essere comunicati i farmaci che si assumono e se si soffre di qualche allergia. Inoltre, prima di procedere con l’emogas, il paziente viene generalmente sottoposto al cosiddetto Test di Allen, il quale è finalizzato a verificare la pervietà delle arterie radiale e ulnare. Questa prova indica la presenza di un adeguato circolo collaterale arterioso ma non può prevedere lo sviluppo di complicanze dopo la puntura arteriosa

Esecuzione

Si tratta di un prelievo arterioso o venoso? L’emogasanalisi può essere effettuata sia tramite prelievo arterioso che venoso. Tuttavia, come già accennato precedentemente, quella più attendibile e a cui si ricorre con maggiore frequenza è quella arterioso; la procedura standard prevede che il sangue da analizzare venga prelevato dall’arteria radiale (che si trova in corrispondenza del polso) o, più di rado, dall’arteria brachiale (in corrispondenza della faccia anteriore del gomito) o, se in regime di ricovero, per il necessario periodo di osservazione, da quella femorale (all’altezza dell’inguine).

L’emogasanalisi fa male?

Si prova dolore durante l’emogasanalisi? Questa analisi può essere moderatamente dolorosa. Al fine di alleviare l’eventuale dolore determinato dalla puntura è possibile applicare a livello topico una pomata anestetica o, in alternativa, procedere con un’infiltrazione di lidocaina.

 

Quando effettuarla?

Questo esame, generalmente, viene prescritto ai pazienti che presentano difficoltà respiratoria improvvisa (dispnea), cianosi, insorgenza di un anomalo respiro frequente, notevole utilizzo dei muscoli respiratori accessori, improvvisa comparsa o progressione di aritmie cardiache, ipotensione acuta, deterioramento acuto della funzione neurologica.

L’indicazione all'emogasanalisi è per i pazienti che sono affetti da malattie a carico dell’apparato respiratorio, renali e metaboliche. Essa serve anche a monitorare i gas ematici dei pazienti sottoposti a terapia con ossigeno (ventilazione) o dei pazienti cui è stata somministrata una anestesia prolungata durante un intervento chirurgico.

 

Specialisti

Lo specialista che effettua l’emogasanalisi è di solito il pneumologo. Questa tipologia di analisi diagnostica viene effettuata generalmente in ospedale, ma può essere effettuata anche negli studi medici ambulatoriali.

 

Risultati

Per la lettura e l’interpretazione dei risultati dell’emogasanalisi il medico terrà conto dei valori di riferimento.

Va tuttavia ricordato che l’emogas non è un esame sufficiente per diagnosticare l’embolia polmonare.

 

Controindicazioni, rischi ed effetti collaterali

L'emogasanalisi  non comporta rischi significativi, in quanto si tratta di un’analisi poco invasiva e che non richiede il prelievo di una grossa quantità di sangue. Tuttavia, alcuni effetti collaterali possono manifestarsi; tra di essi segnaliamo i seguenti:

  1. lieve sanguinamento, che può diventare importante se il paziente è sottoposto a terapia anticoagulante (Coumadin, Eparina, Clexane, Cardioaspirina. ecc.);

  2. comparsa di fenomeni post traumatici come ecchimosi o edemi in corrispondenza del sito di prelievo del sangue;

  3. capogiro e sensazione di svenimento;

  4. può essere dolorosa;

  5. talvolta la difficoltà a trovare l’arteria rende necessaria la ripetizione dell’esame.

 

Va inoltre rilevato che, anche se molto di rado, possono verificarsi lesioni all’arteria da cui è stato prelevato il campione di sangue.

Lo Spettabile Dott. Maurizio Ferrarese, Pneumologo prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questo strumento diagnostico con un approfondimento sull’interpretazione dei risultati dello stesso:

L’interpretazione dei risultati può essere divisa in due fasi fondamentali:

Interpretazione dello stato di ossigenazione e interpretazione dell’equilibrio acido-base.

Lo stato di ossigenazione è accertato valutando la PaO2, la saturazione di O2 del sangue arterioso (SaO2).

La PaO2 rappresenta la pressione parziale di ossigeno nel plasma del sangue arterioso ed è il risultato tra gli scambi dei gas tra polmone e sangue.

La PaO2 è diminuita in diverse condizioni, ma più spesso quando è presente una patologia polmonare.

La SaO2 rappresenta il grado di saturazione in O2 dell’emoglobina (Hb), normalmente la saturazione in O2 di HB è pari al 95-100% nei polmoni sani.

Quando i polmoni non sono in grado di trasferire l’ossigeno nel sangue la SaO2 diminuisce nella maggior parte dei casi in proporzione al grado di malattia polmonare presente.

Lo stato acido-base del pz. viene determinato valutando il pH, la PaCO2 e l’HCO3- plasmatico.