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Radiologia

Radiologia

Descrizione
In medicina, per radiologia si intende l’utilizzo di radiazioni elettromagnetiche, in particolare raggi X e raggi γ, nonché le radiazioni corpuscolari che vengono generate a partire da disintegrazioni radioattive. Lo scopo dell’utilizzo di queste radiazioni è principalmente diagnostico, ma può essere anche di natura terapeutica come nel caso, appunto, della radioterapia.

 

Un po' di storia
La nascita della radiologia viene attribuita a William Conrad Röntgen, il fisico tedesco che nel 1895 effettuò la scoperta dei raggi X, altresì detti in suo onore “raggi röntgen”. Altre tappe importanti nella storia di questa disciplina medica si ebbero l’anno successivo, quando Antoine Henri Becquerel scoprì la radioattività naturale dell’uranio e nel 1898, quando i coniugi Marie e Pierre Curie scoprirono la radioattività di altre due sostanze, il polonio e il radio. Questa scoperta ebbe fondamentale importanza in quanto per oltre un secolo costituì l’unico metodo possibile per effettuare l’esplorazione interna del corpo del paziente. Verso la fine del XX secolo vennero invece integrate all’interno del settore nuove tecniche che non necessitano dell’utilizzo di radiazioni e venne utilizzato un termine più generale per indicare la disciplina: diagnostica per immagini.

Le immagini ottenute mediante i processi radiologici possono essere visualizzate direttamente su uno schermo fluorescente. In questo caso si parla di fluoroscopia, tecnica che col passare del tempo si è sviluppata in modo da permettere una riduzione della quantità di radiazioni a cui il paziente viene sottoposto. Questo è reso possibile da dispositivi che consentono di rinforzare l’immagine ottenuta, chiamati intensificatori di immagine. Le radiografie così ricavate possono essere trasmesse da una telecamera, per monitorare parti del corpo in movimento oppure è possibile che vengano semplicemente fotografate: è così che si ottiene una schermografia, che permette di analizzare l’immagine statica in questo modo ottenuta.

Purtroppo, soprattutto agli inizi delle pratiche radiologiche si ignorava l’importante nocività delle radiazioni e durante le fluoroscopie i medici e i pazienti venivano esposti senza la minima precauzione alle radiazioni elettromagnetiche. Fino alla presa di coscienza di questo periodo furono in molti i radiologi che perdettero la vita a causa delle radiazioni emesse dai macchinari, prima fra tutti la stessa Marie Curie che allo studio dei raggi X aveva dedicato l’intera vita.

 

Percorso di formazione
Esistono due tipi di professionisti in questa disciplina: il tecnico sanitario di radiologia medica, in possesso di relativa Laurea Triennale, che svolge attività nell'ambito d'impiego di radiazioni ionizzanti, effettuando esami diagnostici o operando in particolari zone controllate, e il medico chirurgo specialista in radiologia, che ha concluso la scuola di specializzazione omonima o un'altra equipollente.

 

Associazioni di settore
In Italia, fra le associazioni di radiologia bisogna ricordare la SIRM (Società Italiana di Radiologia Medica), mentre nel mondo sono conosciute la RSNA (Radiological Society of North America) e la ESR (European Society of Radiology).