Risonanza magnetica

Risonanza magnetica

cos’è, a cosa serve, la preparazione, l’esecuzione, gli specialisti e i risultati

Indice

1.1 Definizione

1.1.1 Risonanza magnetica aperta

1.1.2 Risonanza magnetica chiusa

1.1.3 Risonanza magnetica funzionale

1.2  Applicazioni

1.2.1 Tipologie più utilizzate

1.3 Esecuzione

1.3.1 Preparazione

1.3.2 Procedura

1.3.3 Post esame

1.4 Quando effettuarla

1.5 Specialisti

1.6 Risultati

1.7 Rischi, effetti collaterali e controindicazioni

 

Definizione
La risonanza magnetica (RM) o risonanza magnetica nucleare (RMN) è una tecnica diagnostica che permette di visualizzare, attraverso immagini dettagliate, l’interno del  corpo. La tecnica, che si avvale di campi magnetici e onde radio, non espone il paziente ad alcun tipo di radiazioni ionizzanti.
La  risonanza magnetica con liquido di contrasto (RM con mdc) prevede l’iniezione di una particolare sostanza in vena: si tratta di un liquido che si distribuisce negli organi interni, alterandone, momentaneamente, le proprietà molecolari all’interno del campo magnetico. In tal modo, la parte del corpo da esaminare può essere visualizzata evidenziando le differenze tessutali e di vascolarizzazione.
Il funzionamento della risonanza magnetica si basa sui principi della  meccanica quantistica: semplificando il concetto, si possono paragonare i nuclei atomici a tanti piccoli magneti che, in presenza di un campo magnetico esterno tendono a disporsi lungo una direzione preferenziale (il numero quantico magnetico individua quali e quanti sono i possibili orientamenti  quando l'atomo viene posto in un campo magnetico). Se vengono emesse delle onde radio, i nuclei subiscono temporanee variazioni di posizione: in questa fase transitoria, gli atomi emettono dei segnali captati da un rilevatore elettronico e trasmessi ad un computer, che li analizza e li elabora. Poiché non tutti i nuclei atomici impiegano lo stesso tempo per ritornare nella loro posizione iniziale, analizzando questo periodo si può ricreare una mappa tridimensionale delle strutture anatomiche interne.

Risonanza magnetica aperta
La risonanza magnetica aperta viene eseguita per mezzo di un'apparecchiatura in cui l'interno del magnete è costituito da una larga apertura: ciò, oltre a consentire più ampi movimenti, permette di avere una visione dell'esterno e di non sentirsi costretti in uno spazio angusto. In tal modo, risulta molto più semplice effettuare la risonanza magnetica ad alcune categorie di pazienti a disagio con l’uso della risonanza tradizionale (tunnel chiuso): persone in sovrappeso, anziani, bambini, soggetti che soffrono di claustrofobia.

Risonanza magnetica chiusa
La risonanza magnetica chiusa (quella tradizionale) viene, invece, eseguita mediante una  macchina per risonanza magnetica chiusa, con una struttura a forma di tunnel.

Risonanza magnetica funzionale
La risonanza magnetica funzionale (fMRI) è un particolare tipo di risonanza magnetica impiegata, in ambito neuroradiologico, per rilevare quali aree cerebrali si attivano durante l’effettuazione di un determinato compito (parlare, leggere, pensare, fare un movimento). La tecnica consente di verificare se, all'interno o nelle vicinanze di una lesione cerebrale, perdura un'attività funzionale importante, per poterla preservare. Viene usata sia a scopi clinici che di ricerca.

 

Applicazioni
La risonanza magnetica serve per la diagnosi di una grande varietà di patologie: la tecnica consente, infatti, di visualizzare lo scheletro, le articolazioni e gli organi interni. La qualità dei risultati permette di valutare particolari non rilevabili con un’altra tecnica diagnostica. Ad esempio, con l’esame rm, è possibile indagare lo stato di idratazione dei dischi intervertebrali, studiare la vascolarizzazione dei tessuti, valutare la salute delle articolazioni e diagnosticare, con notevole precisione, malattie neurologiche ed alcune forme tumorali.

Tipologie più utilizzate

La risonanza magnetica viene impiegata in moltissimi campi: in ambito neurochirurgico, neurologico, oncologico, traumatologico, cardiologico, ortopedico, gastroenterologico. Le tipologie di risonanza magnetica più utilizzate sono:

  • risonanza magnetica di ogni articolazione dell’arto superiore (spalla, gomito, polso e mano) ed inferiore (anca, ginocchio, caviglia e piede)

  • risonanza magnetica delle articolazioni temporo mandibolari,

  • risonanza magnetica dell’encefalo,

  • risonanza magnetica vascolare intracranica, sempre  senza mdc (angio-RM encefalica)

  • risonanza magnetica vascolare dei distretti extracranici, sempre con mdc (angio-RM)

  • risonanza magnetica del torace,

  • risonanza magnetica del bacino,

  • risonanza magnetica di ogni segmento scheletrico,

  • risonanza magnetica cardiaca,

  • risonanza magnetica dell’addome (superiore, inferiore o completo),

  • risonanza magnetica del rachide cervicale, dorsale, lombo-sacrale,

  • risonanza magnetica massiccio facciale,

  • risonanza magnetica della mammella,

  • risonanza magnetica del collo,

  • risonanza magnetica con tecnica colangiografica (colangio-RM),

  • risonanza magnetica con tecnica urografica (Uro-RM),

  • risonanza magnetica multiparametrica della prostata.

 

Esecuzione
La risonanza magnetica si esegue con l’impiego di macchinari all’avanguardia, che utilizzano le onde magnetiche e le onde radio. E’ un esame non invasivo.

Preparazione
La risonanza magnetica, solitamente, non richiede l'osservanza di diete particolari, né il digiuno (indipendentemente dalla parte del corpo da esaminare). Possono essere assunti anche tutti i farmaci di cui si fa abitualmente uso. Il medico può prevedere un trattamento preventivo per evitare reazioni rischiose nei casi di soggetti allergici che devono sottoporsi all'esame con mezzo di contrasto o in altri casi specifici.
Nella fase di preparazione, il paziente è invitato a togliersi oggetti o indumenti con parti metalliche (come borse, cinture, gioielli, piercing, fermagli per capelli, scarpe, portafoglio), lenti a contatto, apparecchi per l'udito. Non è consentito portare cellulari, carte di credito e tessere magnetiche che potrebbero interferire con lo strumento di indagine.        

Procedura
La procedura di esecuzione dell’esame risonanza prevede che il paziente venga fatto distendere su un lettino, poi posizionato tra i poli del magnete attraverso un comando elettronico. Durante l'esame al paziente non è richiesta una particolare collaborazione, se non quella di rilassarsi e di avvisare il personale (mediante appositi strumenti) in caso di malessere. A protezione dei rumori forti e secchi, determinati dall'emissione delle onde radio, vengono forniti degli appositi auricolari. Durante l'esame è normale avvertire una sensazione di riscaldamento in alcune parti del corpo (da segnalare agli operatori solo se diventa eccessivo). È anche possibile che il campo magnetico generato dal macchinario, stimolando le cellule nervose del paziente, causi contrazioni involontarie o la sensazione di pulsazione in alcuni muscoli: nemmeno tali effetti devono preoccupare, ma se diventano eccessivamente fastidiosi è consigliabile avvertire l'operatore.

Post esame
La durata dell’esame risonanza magnetica dipende dall'estensione della parte del corpo da esaminare: in media, va dai 20 ai 30 minuti e può arrivare anche ai 40-45 minuti. Molti pazienti, infatti, possono trovarsi in difficoltà a rimanere immobili per tutto il tempo (condizione necessaria affinché l'esame riesca bene).
Dolore durante la risonanza magnetica: l'esecuzione di una risonanza magnetica non causa dolore. Solo la piccola puntura richiesta dall'eventuale iniezione di un mezzo di contrasto può originare un leggero fastidio.
Nella fase post esame (a meno di indicazioni differenti da parte del personale), non occorre un periodo di osservazione e si possono tranquillamente riprendere, sin da subito, le normali attività (eccezion fatta per le donne che allattano, se sottoposte ad esame con mezzo di contrasto).

 

Quando effettuarla
L’esame consente, quindi, di esplorare diverse zone, organi e distretti del nostro corpo. Ma quando va effettuata la risonanza magnetica? Solitamente, si ricorre a questa tecnica diagnostica nei casi di:

  • sospette alterazioni della colonna vertebrale (sciatalgia, ernia al disco, stato di salute dei dischi intervertebrali);

  • patologie dell’apparato gastro-intestinale;

  • patologie dell’apparato muscolare ed osteo-articolare;

  • patologie del sistema nervoso centrale e periferico;

  • patologie del distretto uro-genitale;

  • patologie del sistema cardio-vascolare;

  • patologie dell’apparato respiratorio (raro utilizzo);

  • patologie delle ghiandole mammarie.

Specialisti
Esegue la risonanza magnetica un tecnico di radiologia medica (TSRM) sotto la direzione di uno specialista in Diagnostica Per Immagini (radiologo medico) che provvederà successivamente all’acquisizione dell’esame a redigere il referto. 

Risultati
Le immagini della risonanza magnetica vengono visualizzate sul monitor di un computer e usate dallo specialista per la diagnosi, che viene trascritta nel referto.
I risultati della risonanza magnetica (referto scritto e immagini su supporto informatico) vengono consegnati al paziente a distanza di qualche giorno dall'esame.
 

Rischi, effetti collaterali e controindicazioni
La risonanza magnetica è un esame innocuo: solo in alcuni casi (come in gravidanza) può essere ritenuta potenzialmente dannosa e viene utilizzata soltanto dopo attenta valutazione dei rischi/benefici.
Rischi, effetti collaterali e controindicazioni: durante la gravidanza la risonanza magnetica è controindicata o va eseguita solo in casi di assoluta necessità, in particolar modo nelle prime 12 settimane. Quando è necessario iniettare un mezzo di contrasto, le donne che allattano, prima dell’esame, dovrebbero raccogliere e conservare il latte occorrente per le 24 ore successive alla risonanza.
Non possono sottoporsi a risonanza magnetica i portatori di pacemaker cardiaco, di neurostimolatori, di strutture metalliche di diverso tipo (protesi, viti, valvole cardiache, preparati metallici situati in prossimità di organi vitali) inserite nel corpo in seguito a importanti interventi chirurgici: ciò per evitare che il campo magnetico possa provocarne lo spostamento in altra sede, alterandone il funzionamento. Le donne che si avvalgono dell’utilizzo di mezzi contraccettivi intrauterini, come la spirale, devono accertarsi che il dispositivo non abbia subito spostamenti sotto l'effetto dei campi magnetici prodotti nel corso dell'esame. L’unico possibile rischio durante la risonanza magnetica è una reazione allergica alla sostanza eventualmente utilizzata come mezzo di contrasto. L'allergia si può manifestare con sintomi lievi (nausea, vomito e prurito) o, in casi eccezionali, può scatenare reazioni più gravi. Se in passato si sono verificate reazioni allergiche di questo genere o se si è affetti da gravi disfunzioni renali, è consigliabile avvertire il personale. Poco frequenti sono gli effetti collaterali.
L’assenza di radiazioni ionizzanti consente la ripetizione dell’esame anche dopo poco tempo.

 

Lo Spettabile Dott. Sergio De Bac, Radiologo, prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa prestazione con un approfondimento sull’utilizzo della stessa:
L’esame di risonanza magnetica oggi appare  il completamento irrinunciabile per ottenere la diagnosi corretta di gran parte della patologia del corpo umano. Appare elettiva per lo studio delle articolazioni, dell’encefalo, del midollo, e trova sempre più applicazione nello studio degli organi addominali.