Sbiancamento dentale

Sbiancamento dentale

cos’è, a cosa serve, chi lo effettua, controindicazioni ed effetti collaterali

Indice

1.1 Definizione

1.2 Applicazioni

1.3 Procedura

1.3.1 Sbiancamento professionale

1.3.2 Sbiancamento casalingo

1.4 Specialisti

1.5 Controindicazioni

1.6 Effetti collaterali

 

Definizione

Lo sbiancamento dentale è un trattamento di bellezza piuttosto popolare finalizzato a rimuovere le macchie dai denti, a contrastarne lo scolorimento e a restituire allo smalto la luminosità di un tempo. I denti bianchi e sani, infatti, sono fondamentali per avere un aspetto sempre curato. Tuttavia va precisato che questa metodica non rappresenta una soluzione definitiva, ma per mantenere il risultato ottenuto è necessario ripeterla periodicamente.

D’altra parte è anche bene ricordare che lo sbiancamento dentale è cosa diversa dalla pulizia dei denti, in quanto si tratta di cure dentarie differenti. Mentre il primo ha lo scopo di rendere i denti più bianchi, la pulizia dei denti rimuove la placca batterica e il tartaro che si sono depositati sui denti.

Lo sbiancamento dentale domiciliare è possibile applicando delle strisce sbiancanti o, nei casi più seri, si può ricorrere alle cosiddette faccette dentali.

 

Applicazioni

I denti hanno una loro innata tendenza ad ingiallire con il passare degli anni, ed è anche per questo che siamo attratti dal colore bianco dei denti essendo questo tipico della giovane età.

Alcune sostanze contenute nelle bevande (come il caffè, il tè o il vino rosso), il vizio del fumo e taluni farmaci danno luogo negli anni ad alterazioni del colore dei denti, creando delle vere e proprie macchie sui denti e privandoli, nel contempo, della loro naturale lucentezza.

Per rimuovere queste macchie superficiali è sufficiente una pulizia accurata dei denti, ma questa è ininfluente sul colore intrinseco dei denti.

Inoltre la placca batterica non rimossa dai denti per scarso spazzolamento si trasforma in tartaro, contribuendo talvolta a scurire con uno strato sovrapposto il colore dentale.

Lo sbiancamento dentale serve, dunque, a contrastare i denti gialli e a restituire al paziente un sorriso luminoso.  

 

Procedura

Lo sbiancamento dei denti è un trattamento estetico che consente, tramite l’utilizzo di appositi strumenti e prodotti, di ridurre in maniera significativa le discromie dentali, rendendo la dentatura più bianca ed omogenea.

Esso, lo ricordiamo, può essere effettuato sia nello studio di un professionista sia a casa, mettendo in atto dei pratici metodi fai da te. In entrambi i casi un ruolo chiave è svolto dal perossido di idrogeno (H2O2).

Sbiancamento professionale

A livello professionale una delle tecniche più utilizzate è quella dello sbiancamento dei denti con sostanze a base di perossido di idrogeno o perossido di carbammide, la cui capacità sbiancante è in relazione al tempo di applicazione ed in minima parte viene stimolata grazie alla foto-attivazione. Prima di procedere con il trattamento vero e proprio, lo specialista provvede alla protezione delle gengive, in quanto esse potrebbero irritarsi entrando in contatto con il gel. Quest’ultimo poi, la cui formula presenta una concentrazione di perossido di idrogeno pari a circa il 40%, viene accuratamente steso sullo smalto dentale. Nel caso in cui il paziente presenti dei denti devitalizzati, è necessario effettuare un apposito lavaggio interno utilizzando una miscela liquida sempre a base di perossido di idrogeno.

Ricordiamo infine che, generalmente, il dentista prima di procedere con lo sbiancamento dei denti, effettua anche una adeguata pulizia del cavo orale e monitora, nel contempo, lo stato di salute dei denti del paziente.    

L’efficacia dello sbiancamento professionale, rispetto a quello domiciliare è significativamente superiore.  

Sbiancamento casalingo

Lo sbiancamento dentale effettuato in casa consente senz’altro un significativo risparmio economico, ma in molti casi il risultato ottenuto è deludente o comunque limitato nel tempo. Una delle tecniche domiciliari più diffuse per lo sbiancamento prevede l’utilizzo di un dentifricio abrasivo. Ma come abbiamo già detto quest’ultimo potrà solamente togliere le macchie superficiali causate dall’alimentazione ed inoltre, se usato per lungo periodo, potrebbe causareun danno importante allo smalto dentale.

Un metodo più efficace rispetto al precedente è rappresentato dalle cosiddette mascherine dentali in silicone, le quali contengono al loro interno un gel con funzione sbiancante a base di perossido di carbamide. Queste mascherine vanno applicate sui denti per due ore al giorno. Il risultato del trattamento, che dura all’incirca una settimana, è piuttosto soddisfacente e di lunga durata.

Le strisce adesive, infine, anche note come strips, sono largamente impiegate per lo sbiancamento fai da te. Esse vanno applicate ai denti per circa mezz’ora due volte al giorno. Il trattamento in questo caso dura 2 settimane.

Esistono, infine, dei metodi naturali per sbiancare i denti, rimuovere le eventuali macchie e restituire loro la luminosità perduta. Si pensi, ad esempio, a quelli che utilizzano il bicarbonato o l’acqua ossigenata. Tuttavia il primo, se non correttamente selezionato ed utilizzato può essere molto abrasivo sul dente e, causando molti graffi sulla superficie dello smalto dentale, può rendere la superficie dello smalto più portata a sporcarsi in futuro perchè più ruvida. L’acqua ossigenata è invece caustica sui tessuti gengivali e mucosi e pertanto deve essere utilizzata con grande attenzione.

 

Specialisti   

Sono due gli specialisti che possono effettuare lo sbiancamento dentale a livello professionale (bleaching). Essi sono: l’odontoiatria,sinonimo di dentista, e l’igienista dentale.

 

Controindicazioni    

Lo sbiancamento dentale non comporta vere e proprie controindicazioni. Tuttavia, è necessario verificare che la dentatura sia sana, non siano presenti processi cariosi attivi e non vi siano denti fratturati o con dentina esposta. Inoltre, dopo averlo effettuato, così come dopo la pulizia professionale,è necessario evitare di consumare alimenti e bevande che contengono pigmenti colorati (si pensi, ad esempio, al caffè, al tè o alla liquirizia) e di fumare per almeno 4 ore.

 

Effetti collaterali

I denti sensibili rappresentano l’unico effetto collaterale dello sbiancamento dentale. Tuttavia questo disturbo è transitorio e tende a passare da solo.


Lo Spettabile Dottor Gabriele Florìa, Dentista prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa tecnica medica con un approfondimento sull’utilizzo della stessa:

Lo sbiancamento dentale è una procedura estetica consolidata e sperimentata clinicamente che se correttamente eseguita non crea danno permanente agli elementi dentali. Si deve distinguere dalla pulizia superficiale dello smalto (air-flow e detartarasi), che è necessaria, ma non sufficiente, a far cambiare colore ai denti. Può essere ripetuta a distanza di anni per la tendenza naturale del dente ad ingiallire.