Sclerosi multipla

Sclerosi multipla

cause, sintomi e rimedi

Indice

1.1 Cos’è la sclerosi multipla?

1.2 Classificazione

1.3 Cause

1.4 Sintomi

1.4.1 L’evoluzione della malattia

1.5 Cura

1.6 Specialisti


Cos’è la sclerosi multipla?

La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa demielinizzante, che colpisce il sistema nervoso centrale. La patologia si caratterizza per il danneggiamento o la perdita di mielina (sostanza che riveste le fibre nervose e consente il passaggio dei segnali dal sistema nervoso centrale agli organi e ai muscoli del corpo) in più zone del sistema nervoso centrale (da qui il nome «multipla»). Queste lesioni, definite placche, sono di grandezza variabile e possono passare da una fase infiammatoria iniziale a una fase cronica, in cui assumono caratteristiche analoghe a delle cicatrici, da cui deriva il termine «sclerosi».

La sclerosi a placche viene spesso diagnosticata solo dopo numerosi attacchi, poiché i sintomi iniziali sono poco specifici e riconducibili ad altre patologie. 

La malattia può esordire a qualsiasi età, ma è diagnosticata per lo più tra i 20 e i 40 anni. Le donne ne risultano colpite in numero doppio rispetto agli uomini. La ricerca, negli ultimi anni, ha fatto grandi passi avanti, permettendo di arrivare a una diagnosi e a un trattamento precoce: ciò consente alle persone che ne sono affette di mantenere una buona qualità di vita per parecchi anni. La sclerosi multiplaè una malattia complessa e imprevedibile, ma non riduce l’aspettativa di vita, infatti, la vita media degli ammalati è paragonabile a quella della popolazione in generale.


Classificazione

La sclerosi multipla si manifesta, nella sua forma più comune (circa il 90% dei casi), con “attacchi” caratterizzati da disturbi diversi, di cui si parlerà in seguito, seguiti da un recupero pressoché completo. Se la sclerosi multipla non viene bloccata o adeguatamente trattata subentra, in un periodo di tempo variabile dai 10 ai 20 anni, una seconda fase di malattia, definita  progressiva, poiché i sintomi della malattia iniziano a manifestarsi non più ad ondate ma in maniera graduale, senza più recupero e con una tendenza a peggiorare nel tempo. Un’ulteriore variante di sclerosi multipla (rappresentata da circa il 10% dei casi) è definita primariamente progressiva poiché si assiste, già all’esordio della malattia, ad un andamento lentamente progressivo dei disturbi, senza che si assista mai ad un recupero.


Cause

Non sono note le cause della sclerosi multipla. Non si può parlare di ereditarietà classica per la sclerosi multipla, in quanto non esiste un singolo gene, che mutato, possa essere direttamente causa della malattia; tuttavia diversi studi hanno evidenziato come possa esistere una certa predisposizione genetica: i figli di genitori con sclerosi multipla o i parenti stretti di persone con sclerosi multipla hanno una maggiore probabilità di sviluppare la patologia. Alcune ricerche suggeriscono, inoltre, che alcune pregresse infezioni virali possano rappresentare un fattore di rischio. La malattia è provocata da una reazione auto-immunitaria; il sistema immunitario del paziente riconosce come nemico e, di conseguenza attacca, la mielina, una proteina del sistema nervoso centrale che circonda gli assoni. L'infiammazione che si viene a creare comporta la distruzione della mielina per cui la trasmissione degli impulsi attraverso i neuroni diventa più lenta e meno efficiente. Nei primi anni della malattia l'infiammazione regredisce spesso in maniera spontanea: si ha, infatti, un miglioramento o una completa remissione dei sintomi. Quando aumentano le ricadute, o se l’infiammazione che si viene a creare è molto importante, il danno a carico del tessuto cerebrale può diventare irreversibile e, di conseguenza, le remissioni iniziano ad essere sempre meno complete.


Sintomi

Poiché la malattia può colpire qualsiasi area del sistema nervoso centrale, nei soggetti affetti i sintomi sono variabili e, anche per lo stesso paziente, possono cambiare da un attacco all’altro. Nella maggioranza dei casi, la sclerosi multipla si manifesta con particolari disturbi, tra cui i più frequenti sono:

  • disturbi motori con ridotta forza muscolare alle braccia o alle gambe (condizionante andatura instabile, tremori, debolezza muscolare generalizzata). Questi sintomi possono essere così gravi da impedire anche di camminare, di stare in piedi e, nei casi più gravi, determinano un paralisi completa.

  • difficoltà di coordinazione e di equilibrio, vertigini

  • affaticamento dopo uno sforzo o senso di profonda e continua stanchezza;

  • alterazione della sensibilità ad uno o a più arti (formicolii, intorpidimento, sensazioni di bruciore, parestesie);

  • spasticità (aumento involontario del tono muscolare che provoca spasmi e rigidità);

  • alterazioni della vista ad uno o ad entrambi gli occhi (diminuita capacità della messa a fuoco, alterazioni nella percezione dei colori, temporanea perdita della vista).

Altri sintomi, sebbene meno frequenti, sono:

  • dolore (da lieve a grave);

  • paralisi facciale;

  • visione doppia (diplopia);

  • alterazione nella percezione della temperatura, del dolore e del tatto;

  • disturbi nel controllo della vescica o dell’intestino;

  • disfunzioni sessuali;

  • disturbi del linguaggio;

  • disturbi cognitivi.

In alcuni casi si presentano disturbi psichici (sindrome maniaco-depressiva e paranoia), episodi di euforia e depressione, spesso legata alla consapevolezza della propria malattia.

Il caldo, ambientale o dovuto all’esercizio fisico, può causare un temporaneo peggioramento di molti sintomi.

Tra i sintomi, infine, vi è anche il segno di Lhermitte, ossia quella sensazione di scossa elettrica che percorre la colonna vertebrale e gli arti inferiori dopo una flessione del collo.

La diagnosi di sclerosi multipla viene formulata dal neurologo sulla base di tre elementi: sintomi riferiti dal paziente, esame obiettivo neurologico, esami strumentali (risonanza magnetica) ed indagini biologiche (sangue e liquido cerebrospinale). L’insieme dei risultati ottenuti consentono di confermare o escludere la presenza della malattia.

L’evoluzione della malattia  

I sintomi iniziali della sclerosi multipla possono essere abbastanza vaghi, attribuibili a patologie di varia natura e possono scomparire spontaneamente. Un frequente sintomo iniziale è un momentaneo annebbiamento della vista di un occhio (neurite retrobulbare o neurite del nervo ottico). L’evoluzione è difficile da prevedere: mentre una parte dei pazienti ha poche ricadute e si stabilizza spontaneamente, in altri la malattia progredisce originando sintomi più o meno gravi. 


Cura

La sclerosi multipla è una malattia invalidante e, purtroppo, irreversibile: tuttavia, anche se non esistono cure definitive, vi sono numerosi trattamenti in grado di ridurre l’incidenza e la gravità degli attacchi.

I farmaci più utilizzati in terapia per il controllo dei sintomi e la cura della sclerosi multipla sono: corticosteroidi (prednisone, metilprednisolone, desametasone) usati principalmente per ridurre l’infiammazione che si crea nell’attacco acuto; immunomodulanti o immunosoppressori (interferone, glatiramer acetato, mitoxantrone, ciclofosfamide, metotrexate, azatioprina, natalizumab, etc...) usati per ridurre la probabilità che gli attacchi recidivino.

Inoltre spesso vengono utilizzati farmaci anche per contrastare le problematiche che ciascun attacco comporta: miorilassanti-antispastici (baclofen, tizanidina, eperisone, etc..) per ridurre la rigidità; antidepressivi (paroxetina, duloxetina, etc..) per stabilizzare il tono dell’umore, farmaci colinergici per controllare i disturbi urinari, la dalfampridina per migliorare la sensazione di fatica, e così via.

Spetta al neurologo scegliere il farmaco e la posologia più indicati per il paziente, in base alla gravità della malattia, allo stato di salute del malato e alla sua risposta alla cura.

Tramite la riabilitazione si cerca di creare un percorso che mira al miglioramento della  qualità di vita del soggetto. Numerosi studi scientifici hanno cercato di individuare quale tipo di alimentazione possa prevenire la sclerosi multipla e soprattutto rallentarne la progressione: a tal fine, è utile seguire una dieta che limiti l’assunzione di grassi saturi e idrogenati, prediligendo il consumo di lipidi mono e polinsaturi. E’ importante un corretto apporto di sali, vitamine (in particolare D ed E), antiossidanti e minerali, contenuti soprattutto in frutta e verdura.   


Specialisti

La somministrazione di farmaci e la messa in atto di strategie terapeutiche parallele possono prevenire le complicanze della malattia, ritardando la disabilità e migliorando la qualità della vita del paziente. Pertanto, gli specialistiche possono aiutare nella cura della malattia attraverso vari rimedi sono: neurologo, fisioterapista, logopedista, terapista occupazionale. Alcuni pazienti vengono stimolati a seguire gruppi di sostegno e terapie psicologiche, mirate all'accettazione della malattia.

La medicina alternativa può venire in aiuto attraverso le competenze dell’omeopata e dell’osteopata.

Nelle varie regioni italiane vi sono Centri per la sclerosi multipla cui rivolgersi per la diagnosi e il trattamento della malattia.

 

Lo Spettabile Ignazio Diego Lopez, Neurologo prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento con un approfondimento su come trattare al meglio la patologia:

La Sclerosi Multipla è una malattia estremamente invalidante se non curata correttamente; grazie alla continua ricerca in campo medico e farmaceutico, il neurologo ha a disposizione un armamentario di farmaci estremamente variegato ed efficace per controllarne il decorso. Nuovi farmaci continuano ad essere testati ed introdotti sul mercato. Se si pensa che, fino a qualche anno fa, non esistevano terapie per bocca per il controllo della malattia ed il paziente era costretto a sottoporsi a terapia iniettiva (sottocutanea, intramuscolare o endovenosa) mentre oggi sono invece a disposizione diversi farmaci che possono essere assunti per bocca, si ha conferma di quanto la ricerca abbia investito in questa malattia nel corso degli ultimi 10 anni. Bisogna ricordare che, ad oggi, non esistono cure definitive per questa malattia, ma non è detto che, anche nel breve periodo, non possa succedere; per quest’ultima ragione è fondamentale che il paziente “preservi” quanto più tessuto cerebrale dai vari attacchi e venga quindi controllata in maniera ottimale la patologia.