Test di rorschach

Test di rorschach

cos’è, a cosa serve, chi lo effettua e risultati

Indice

1.1  Definizione

1.2  Applicazioni

1.3 Quando effettuarlo?

1.4 Procedura

1.4.1 Preparazione

1.4.2 Esecuzione 

1.5 Specialisti

1.6 Risultati

1.7 Ulteriori accertamenti

 

Definizione

Il test delle macchie di Rorschach, è uno strumento di indagine della personalità; esso sfrutta il meccanismo inconscio della proiezione, in base al quale, di fronte ad un’immagine ambigua e poco strutturata, il soggetto tende a proiettare su di essa il proprio mondo interno fatto da fantasie, ricordi, e significati personali piuttosto che osservarla in maniera oggettiva.

La storia di questo test inizia con uno psichiatra svizzero, Hermann Rorschach, che basa i suoi studi sulla percezione ritenendo di poter discriminare uno stile percettivo caratteristico nei soggetti patologici. Un ruolo non indifferente è stato giocato dal caso. Quando Rorschach fece stampare le dieci tavole che aveva dovuto per economia selezionare tra molte altre, ebbe la sgradita sorpresa di trovarvi dei toni di grigio, delle sfumature che non erano negli originali e che non voleva. Non potendo affrontare la spesa della ristampa utilizzò quelle che ancora oggi, a più di 80 anni si utilizzano. Col tempo, il test è divenuto il più diffuso e studiato strumento diagnostico per la rilevazione del funzionamento della personalità.

 

Applicazioni

Il test di Rorschach, che può essere categorizzato tra i test psicodiagnostici della personalità viene utilizzato in ambito clinico e giuridico per valutare alcuni aspetti strutturali legati alla personalità e altri dinamici, ossia del perché un soggetto funziona in un certo modo. Può essere in grado di dare indicazioni ad esempio su:

  1. Disturbi d’ansia

  2. Fobie

  3. Disturbi dell’umore

  4. Disturbi depressivi

  5. Psicosi

Grazie alla lettura di questo test, d’altra parte, è anche possibile delineare in maniera più accurata le principali modalità comportamentali del paziente.  

È dunque possibile utilizzarlo per effettuare diagnosi psicologiche più chiare e programmare un adeguato trattamento terapeutico.

 

Quando effettuarlo?

Il test di Rorschach, essendo uno degli strumenti diagnostici di base per la valutazione della personalità, può essere necessario quando si vuole intraprendere una terapia psicologica o psichiatrica: in tal modo lo specialista potrà avere un più agevole accesso al mondo interiore del paziente.  Inoltre esso può essere utilizzato nel caso in cui la storia clinica del soggetto sia caratterizzata da diversi pareri diagnostici.

 
Procedura

Lo specialista sottopone al paziente le dieci diverse tavole, ognuna delle quali è caratterizzata da una macchia di inchiostro monocromatica o colorata e dall’aspetto simmetrico. In merito a ciascuna tavola, dunque, il soggetto è invitato a dire cosa gli suggerisce la macchia, avendo a disposizione un tempo illimitato per rispondere ed essendo consapevole che non esistono risposte giuste o sbagliate. L’interpretazione di quanto detto dal paziente consente di tratteggiare un profilo attitudinale e di fronteggiamento dello stress e uno più generale di personalità, oltreché di far emergere eventuali problematiche. Va detto che questo test rappresenta lo strumento preferenziale se si desidera approfondire alcune dinamiche interpersonali e di modulazione delle emozioni.

Preparazione

Nella fase di preparazione al test di Rorschach lo specialista deve chiedere al soggetto se in passato sia stato sottoposto al medesimo strumento diagnostico; qualora la risposta sia positiva e non siano trascorsi almeno 1 anno dal momento in cui il test è stato effettuato, non sarà possibile riproporlo, in quanto inutile. In tal caso sarà necessario scegliere strumenti diagnostici alternativi. Diversamente il test può essere effettuato e lo specialista dovrà avere a disposizione i seguenti strumenti:

  1. le 10 tavole del test

  2. un orologio

  3. le tavole per la localizzazione

  4. fogli su cui registrare il protocollo

  5. penne (è utile averne di vari colori)

Esecuzione             

ll test può essere suddiviso nelle seguenti 6 fasi:

  1. Somministrazione: lo specialista mostra al paziente, una alla volta, le 10 tavole; quindi lo invita ad illustrare tutto ciò che la macchia di inchiostro gli suggerisce, attribuendo un suo personale significato alle  tavole. A tal proposito ricordiamo che uno studio empirico ha individuato 13 risposte comuni, ovvero che sono state ripetute dai pazienti in maniera ricorrente;

  2. Prove supplementari: le ulteriori 2 prove sono: la pinacoteca, che consiste nell’attribuzione di un titolo ai vari disegni individuati nelle macchie,  come fossero quadri di una pinacoteca; la seriazione: in questo caso si chiede al soggetto di fare una sorta di classifica di gradimento delle tavole;

  3. Inchiesta: senza dubbio la fase più delicata del test in cui lo specialista cerca di indagare e fare chiarezza sulle risposte (anche denominate engrammi) per far sì che anche lui possa vedere ciò che il paziente ha visto. Questa fase garantisce che la siglatura sia più accurata possibile.

  4. Siglatura: in questa fase si procede alla categorizzazione delle risposte seguendo le regole di un protocollo standard in linea con il sistema interpretativo scelto dallo specialista;

  5. Computo generale dei dati: lo specialista realizza uno schema riassuntivo, in cui sono riportati tutti i risultati del test sotto forma di indici e rapporti;

  6. Interpretazione: questa fase consiste nella lettura dei dati e degli indici emersi dalla precedente fase al fine di individuare i punti di forza e di debolezza nonché un primo profilo della personalità del soggetto che si è sottoposto all’esame.

Specialisti

Gli specialisti che effettuano il test di Rorschach dopo un adeguato training possono essere:

  1. psichiatra

  2. psicologo

  3. psicoterapeuta

  4. psicanalista

 

Risultati

Nella fase interpretativa dei risultati svolge un ruolo fondamentale l’osservazione dell’atteggiamento verso l’esecuzione del test, la produttività, ovvero il numero di risposte ad esempio, il modo di organizzare gli stimoli, gli aspetti emotivi, l’interesse per il mondo esterno, l’autostima e altri indicatori ai quali si rimanda per chi volesse approfondire. Ciò permette di seguire i diversi processi di pensiero messi in atto nelle risposte e di correlarli con aspetti più ampi della personalità del soggetto nonché, eventualmente, con eventuali disturbi o processi psicopatologici con lo scopo di comprendere meglio come una persona costruisce un significato partendo da qualcosa di ambiguo.
 

Ulteriori accertamenti

Il test di Rorschach è senza dubbio uno degli strumenti elettivi nella pratica diagnostica. Qualora però emergano dall’esame degli indicatori che rilevino un qualche tratto patologico della personalità, o un qualche disturbo della sfera dell’umore ad esempio è opportuno che il paziente si sottoponga ad ulteriori accertamenti, affidandosi ad uno specialista del settore. In questo modo è possibile mettere a punto un percorso di aiuto costruito ad hoc con il paziente.



Lo Spettabile Dott. Daniele Russo, Psicologo prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questo strumento diagnostico con un approfondimento sull’applicazione dello stesso:

Il test di Rorschach, essendo costituito da stimoli poco strutturati, sollecita ad una azione di strutturazione dove sono implicate abilità cognitive, affettive ed emotive. Comprendere quale percorso il soggetto segua nel test aiuta il clinico, prima, e il soggetto stesso, dopo, a cogliere la capacità di utilizzare le componenti della sua personalità per far fronte a una qualsiasi situazione problematica. Se correttamente usato costituisce un valido ausilio per lo psicologo e per il paziente in quanto lo aiuta a porsi in un’ottica di attenzione all’altro e di riflessione sulle proprie competenze.