Test intolleranze alimentari

Test intolleranze alimentari

cos’è, a cosa serve, la preparazione, l’esecuzione, gli specialisti e i risultati


Indice

1.1 Definizione

1.2  Applicazioni

1.3 Procedura

1.3.1 Preparazione

1.3.2 Esecuzione

1.3.3 Il test per le intolleranze alimentari fa male?  

1.4 Quando fare il test per le intolleranze alimentari?

1.5 Specialisti

1.6 Risultati 


Definizione

L’intolleranza alimentare è un’ipersensibilità nei confronti di una particolare sostanza o di un alimento che determina una reazione avversa dell’organismo (mediata da anticorpi IgG).

Differenza tra intolleranza e allergia: mentre nelle allergie alimentari il rilascio di anticorpi IgE si verifica in un breve lasso di tempo (da 10 minuti a 2 ore dopo l’assunzione deglialimenti allergenici), nelle intolleranze alimentari la reazione dell’organismo è più lenta (da 1 a 36 ore dopo l’assunzione dell’alimento), si manifesta in maniera graduale e provoca una sintomatologia generale meno severa che può includere, ad esempio, cefalea, stanchezza, gonfiori addominali, senso di pesantezza, diarrea, vomito, orticaria. Nei casi di intolleranze alimentari, infatti, i sintomi sono correlati alla quantità e alla frequenza con cui si assume la sostanza o l’alimento non tollerato. Spesso si tratta di effetti di non facile riconoscibilità che incidono sensibilmente sulla qualità della vita.

Riconoscere le sostanze e i cibi non tollerati dà la possibilità di avviare una dieta personalizzata volta a eliminare i disturbi e a evitare lo sviluppo di nuove intolleranze, con notevoli benefici per la salute. In caso di intolleranza, occorre escludere per un certo periodo l’alimento dalla dieta e consentire la remissione dei sintomi. In un secondo momento, il cibo va lentamente reintrodotto (dal momento che le intolleranze alimentari non sono definitive), magari evitando in un primo periodo le assunzioni quotidiane.

Il test per le intolleranze alimentari è una metodologia utilizzata sia per interpretare i sintomi di disagio fisico di un soggetto che può essere intollerante,che come supporto per il medico nella diagnosi e nel follow-up.

Esistono diversi tipi di test per la diagnosi delle intolleranze alimentari: una prima distinzione da fare è tra test per le allergie alimentari (es. Prick test, RAST, Prick by Prick, Patch test, Prist, test di Scatenamento), test per le intolleranze alimentari (es.Breath test lattosio e test per la celiachia e intolleranza al glutine) e i test per le allergie ritardate (es. Alcat test, Dria test, Cytotoxic test, Vega test, Creavu test).

     

Applicazioni

Il test per le intolleranze alimentari serve a diagnosticare la presenza di intolleranze a sostanze, alimenti o gruppi alimentari in soggetti che presentano una certa sintomatologia. Mentre i test allergologici non rilevano intolleranze ma solo allergie alimentari, i test specifici per le intolleranze possono evidenziare intolleranza al lattosio (latte e derivati), intolleranza al lievito, intolleranza all’uovo, intolleranza al grano, nonché a lieviti e zuccheri, e a molti altri alimenti.

Le intolleranze possono essere causate anche dagli additivi alimentari o dalla presenza in alcuni cibi di sostanze ad attività farmacologica (come le amine vasoattive, la caffeina e l'alcol etilico).

   

Procedura

Il test per le intolleranze alimentari si esegue, a seconda del metodo prescelto, effettuando dei prelievi di sangue, utilizzando degli specifici macchinari o avvalendosi di campioni di aria.

Preparazione

In genere, non occorreuna particolare preparazione al test per le intolleranze alimentari. Di solito, per gli esami del sangue il paziente deve presentarsi per il prelievo la mattina a digiuno.

Per il Breath test, invece, è necessario non fare uso di antibiotici ed estratti pancreatici nei sette/quindici giorni antecedenti la data fissata per l’esame, mentre, almeno una settimana prima, va sospeso l’uso di lassativi, fermenti lattici  o antidiarroici. Il giorno prima non vanno consumati latte, latticini di origine animale e prodotti alimentari che possono contenere lattosio come additivo. Dalla sera del giorno precedente, il paziente deve rimanere a digiuno.

La maggior parte dei test può essere condotta senza alcuna controindicazione su tutti i pazienti.

Esecuzione

Le prove allergiche (Prick test) vengono condotte attraverso un test cutaneoche prevede l'applicazione di piccole quantità di allergeni per individuare un’eventuale reazione allergica.

L’esecuzione del test per le intolleranze alimentari può prevedere delle specifiche analisi del sangue per intolleranze alimentari o altre metodologie.

  • Alcat test: prevede un prelievo di sangue per valutare la variazione del volume dei granulociti neutrofili (una tipologia di globuli bianchi) a contatto con gli estratti degli alimenti sospetti;

  • Breath test lattosio: è uno degli esami specifici, generalmente indicati dal medico dopo un’attenta anamnesi e la prescrizione di una dieta ad eliminazione. L’intolleranza al lattosio si manifesta quando l’organismo non produce a sufficienza l’enzima lattasi, necessario per la digestione di questa sostanza presente nel latte e nei latticini. Chi non riesce a digerire latte e latticini potrebbe essere intollerante al lattosio e carente dell’enzima lattasi. Il Breath test valuta la presenza di idrogeno nell'espirato prima e dopo la somministrazione di 50 gr di lattosio, prelevando dei campioni di aria ottenuti facendo soffiare il paziente in una sacca (ogni 20 minuti circa per circa 3 ore);

  • Dria test: si tratta di un metodo fondato sulla teoria della “riduzione della forza muscolare” in conseguenza del contatto tra la mucosa nasale o sublinguale e una sostanza nociva. Si considera positivo un indebolimento del 10% dovuto al contatto con un determinato cibo;

  • Cytotoxic test: prevede il prelievo di sangue e la successiva valutazione delle modifiche subite dai globuli bianchi in seguito al contatto con gli alimenti che determinano una reazione avversa nell’organismo. Si tratta di un test con una buona attendibilità. Per poterlo eseguire basta un prelievo di 4 cc. di sangue, in qualsiasi momento della giornata e senza preventivo digiuno. Il metodo, nel corso del tempo, ha subito delle modifiche: oggi sono disponibili dei kit diagnostici precostituiti per molteplici alimenti. È anche possibile testare l’effetto di una serie di additivi alimentari (tra cui acido L-ascorbico, sodio benzoato, potassio sorbato, pectina, lecitina di soia, cremortartaro, farina di semi di carrube, alginato di sodio, lattosio, acido citrico);

  • Vega test: è un test elettrodiagnostico effettuato senza prelievo di sangue. Durante il test il paziente tiene in mano un elettrodo, collegato a un apparecchio di rilevazione dell’energia: il “circuito paziente-strumento” viene poi chiuso da un puntale metallico che il medico appoggia a un dito. Durante lo svolgimento del test nel circuito vengono inseriti, in sequenza, gli estratti delle sostanze da testare e si evidenzia l’eventuale caduta di energia; 

  • Creavutest: si tratta di un altro test elettrodiagnostico, durante il quale viene appoggiato un puntale elettromagnetico sull’indice della mano destra del paziente, mentre nella mano sinistra egli tiene un magnete. Un computer invia al puntale sul dito dei segnali elettromagnetici, corrispondenti agli stessi segnali che gli alimenti testati provocherebbero nell’intestino;

  • Test per la celiachia e intolleranza al glutine: il test più semplice per diagnosticare la celiachia è un'analisi del sangue che può essere effettuata sia in ospedale che in un centro diagnostico. In alcuni casi, è possibile che il soggetto non sia celiaco, ma sia, comunque, molto sensibile al glutine.

Il test per le intolleranze alimentari fa male?  

Dolore test per le intolleranze alimentari: trattandosi, generalmente, di semplici prelievi di sangue, dell’utilizzo di tecniche elettro-diagnostiche o della valutazione del respiro, il test per le intolleranze alimentari non fa male.  

        

Quando fare il test per le intolleranze alimentari?

Il test per le intolleranze alimentari va fattoquando si avvertono i tipici sintomi delle intolleranze (meno severi delle reazioni allergiche alimentari),tra cui dermatite da intolleranza alimentare, gonfiore, problemi metabolici, cefalee, stanchezza, problemi intestinali, ritenzione di liquidi, malattie autoimmuni e reumatiche.


Specialisti

Per diagnosticare un’intolleranza è importante rivolgersi a un medico, così da poterne individuare gli eventuali segnali oggettivi. Chi effettua il test per le intolleranze alimentari? Lo specialista che esegue il test, in base alle varie esigenze e situazioni, può essere un allergologo, dietologo, nutrizionista, dietista, medico generale, omeopata, fitoterapeuta, naturopata.


Risultati

I risultati test per le intolleranze alimentari non sempre sono decisivi: i test, infatti, possono essere più o meno attendibili (dipendono da parametri come specificità, sensibilità, riproducibilità) o controversi. Per tale motivo, il medico può richiedere ulteriori accertamenti.


La Spettabile Maria Cristina Malosso, Nutrizionista, prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa prestazione con un approfondimento sull’esecuzione della stessa:

L'argomento trattato nell'articolo è molto attuale. Sempre più persone hanno disturbi di vario tipo che fanno parte della quotidianità e che non riescono a risolvere. Questi disturbi sono spesso legati ad un'alimentazione scorretta (es. troppa pasta e pane ogni giorno) e all'abuso di alimenti preconfezionati.

E' comunque sempre bene avvicinarsi ai vari test in commercio soltanto dopo aver fatto accertamenti medici che escludano la possibilità di avere una vera e propria patologia.