Tiroidite

Tiroidite

cause, sintomi e rimedi

Indice

1.1 Definizione

1.1.1 Tiroidite di Hashimoto

1.1.2 Tiroidite granulomatosa subacuta

1.1.3 Tiroidite post partum

1.1.4 Tiroidite linfocitica silente

1.1.5 Tiroidite indotta dai farmaci

1.2 Fasi della tiroidite

1.2.1 Ipertiroidismo

1.2.2 Ipotiroidismo

1.2.3 Ritorno alla normalità

1.3 Cause

1.4 Sintomi

1.4.1 Diagnosi

1.5 Cura

1.5.1 Rimedi medici

1.5.2 Farmaci

1.5.3 Rimedi naturali

1.6 Specialisti

1.7 Complicanze


Definizione

La tiroidite è un processo infiammatorio a carico della tiroide. L’infiammazione può determinare una disfunzione della ghiandola, dando origine a situazioni cliniche caratterizzate da un aumento o da una diminuzione di ormoni tiroidei nell’organismo (ipertiroidismo o tireotossicosi e ipotiroidismo).

Tenendo conto, in primis, delle cause, dei sintomi e del decorso clinico della malattia, vengono distinti vari tipi di tiroidite. 

In relazione al decorso, la tiroidite viene classificata in acuta, subacuta e cronica. La tiroidite acuta è piuttosto rara e può essere causata da infezioni batteriche o fungine o da radiazioni (comprese quelle dello iodio radioattivo). La tiroidite subacuta è di solito di origine virale anche se esistono forme di tiroidite ad andamento subacuto di tipo linfocitario definite silenti o painless che possono presentarsi sporadicamente in entrambi i sessi e nelle donne nel periodo post partum. Le tiroiditi acute e subacute sono, generalmente, transitorie e guariscono con il ritorno ad un normale funzionamento della tiroide. Le tiroiditi croniche, di cui riconosciamo sostanzialmente la forma autoimmune e la forma fibrosa di Riedel non sono forme transitorie e si accompagnano a tutta una serie di manifestazioni cliniche che indicano l’evoluzione del processo  infiammatorio.

Vengono comprese nelle tiroiditi anche le forme di disfunzione tiroidea che si verificano durante l’assunzione di alcuni farmaci.

Tiroidite di Hashimoto

Come accennato, la  tiroidite riconosce varie cause. Nel caso della tiroidite di Hashimoto, detta anche tiroidite linfocitaria cronica o tiroidite autoimmune, l'infiammazione è determinata da un’anomala attivazione del sistema immunitario, che, non riconoscendole più come proprie, attacca con anticorpi specifici le cellule sane della ghiandola tiroidea. La diagnosi si basa sul riscontro nel sangue degli anticorpi antitireoglobulina (TGA), degli antitireoperossidasi (TPO) e sull’aspetto ecografico della tiroide che presenta alcune caratteristiche tipiche. Questa forma di tiroidite autoimmune, molto comune nella popolazione generale, è una patologia cronica: l’esordio è lento e sostanzialmente asintomatico. In seguito la malattia può manifestarsi con alterazioni del volume e/o alterazioni funzionali che generalmente evolvono verso un ipotiroidismo sempre più evidente e irreversibile. Talvolta, i pazienti affetti da questa forma di tiroidite presentano altre malattie autoimmuni associate e si riscontra tra i fattori di rischio la familiarità.                     

Tiroidite granulomatosa subacuta

La tiroidite granulomatosa subacuta, o tiroidite di De Quervain, comporta modificazioni transitorie dell'attività tiroidea: tipicamente, è preceduta da un prodromo simil influenzale e ha un esordio brusco con dolore al collo spontaneo o provocato dalla palpazione che può irradiarsi fino alla mandibola e alle orecchie. È la conseguenza di un’infezione virale che determina la rottura dei follicoli tiroidei e la liberazione in circolo degli ormoni in essi contenuti con conseguente tireotossicosi. A questa fase segue un ipotiroidismo transitorio e la risoluzione spontanea che avviene nel giro di qualche settimana o mese (decorso subacuto).
Tiroidite post partum

La tiroidite post partum è una forma autoimmune e si riscontra in circa il 5- 8% delle donne entro un anno dal parto. I fattori di rischio ad essa legati sono: precedente tiroidite post partum, precedente positività degli anticorpi antitiroidei, anamnesi familiare positiva per tireopatie autoimmuni, presenza di gozzo e di altre patologie autoimmuni come il diabete mellito di tipo 1. Per quanto la clinica sia piuttosto variabile, nella forma classica si riconoscono 3 fasi: una prima fase, che inizia circa 2-6 mesi dopo il parto e può durare per 1-3 mesi in cui si registra un aumento degli ormoni tiroidei in circolo (tireotossicosi), una seconda fase in cui si registra una riduzione degli ormoni tiroidei (ipotiroidismo) e si possono osservare sintomi quali umore depresso e astenia, che possono facilmente essere scambiati con i comuni sintomi del post partum. Nella terza fase, infine, si ha un recupero funzionale.

Tiroidite linfocitica silente

La tiroidite linfocitica subacuta, anch’essa più frequente nei pazienti con pre-esistente tireopatia autoimmune, può manifestarsi con una fase di tireotossicosi transitoria in assenza di dolore in regione tiroidea. Il trattamento è rivolto al controllo della sintomatologia.

Tiroidite indotta dai farmaci

La tiroidite indotta da farmaci è un effetto collaterale di medicine come l’amiodarone, il litio, gli interferoni o le citochine. Produce sia ipotiroidismo che ipertiroidismo e in genere cessa solo quando si interrompe l’assunzione del farmaco che l’ha causata.


Fasi della tiroidite

Le tiroiditi, come già detto, possono determinare fasi di ipertiroidismo/tireotossicosi e fasi di ipotiroidismo

Ipertiroidismo

L’ipertiroidismo è quella particolare condizione in cui la tiroide funziona più del dovuto e libera grandi quantità di ormoni tiroidei. Quando l’aumento degli ormoni tiroidei è conseguente alla liberazione degli ormoni preformati e non all’iperattività della ghiandola, come accade per esempio nelle tiroiditi subacute di origine virale, si parla più correttamente di tireotossicosi.

Ipotiroidismo

La condizione di ipotiroidismo si verifica nel momento in cui la tiroide non è in grado di produrre una normale quantità di ormoni tiroidei per soddisfare le richieste fisiologiche dell’organismo.

Ritorno alla normalità

Il ritorno alla normalità, o eutirodismo, implica la produzione di un normale livello di ormoni tiroidei.


Cause

Tra le possibili cause di tiroiditi vi sono:

  • Alterazioni del sistema immunitario (nel caso di tiroidite autoimmune), con anomala produzione di auto anticorpi tiroidei,

  • Infezioni da parte di virus, batteri o funghi

  • Azione di alcuni farmaci

  • Eccesso di iodio

In alcuni casi, come per esempio nella tiroidite cronica, pur conoscendo la patogenesi autoimmune, la causa della tiroidite rimane sconosciuta.

La maggior parte delle forme di tiroidite colpisce più frequentemente le donne con età media compresa, di solito, tra i 30 e i 50 anni.


Sintomi

I sintomi della tiroidite variano in base alla forma della malattia e alla diversa evoluzione del processo infiammatorio. 
A  seconda del tipo di tiroidite, infatti, si può osservare:

  • Aumento del volume di tutta la ghiandola tiroidea (gozzo) o solo di una sua parte

  • Riduzione del volume tiroideo fino all’atrofia

  • Alterazione della consistenza della ghiandola che può risultare dura o soffice alla palpazione

  • Comparsa di dolore spontaneo o provocata dalla palpazione di tutta la tiroide o solo di una sua parte con possibili irradiazioni a mandibola e orecchie

Quando la tiroidite causa alterazioni degli ormoni tiroidei si possono osservare segni o sintomi di ipotiroidismo o ipertiroidismo. Nell’ipotiroidismo si potrà osservare:

  • Pelle fredda e secca

  • Intolleranza al freddo

  • Raucedine

  • Bradicardia, ossia rallentamento della frequenza cardiaca (meno di 60 battiti al minuto)

  • Riduzione dell’appetito e tendenza all’aumento del peso

  • Rallentamento dei riflessi,

  • Astenia e sonnolenza

  • Costipazione

  • Umore depresso

  • Nell’ipertiroidismo si potrà osservare:Pelle calda e umida

  • Febbricola

  • Intolleranza al caldo e sudorazioni

  • Tachicardia, ossia aumento della frequenza cardiaca (oltre 100 battiti al minuto)

  • Iperattività

  • Ansia e nervosismo,

  • Aumento dell’appetito e perdita di peso.

In alcuni casi, la tiroidite non si associa a variazioni degli ormoni tiroidei: in questi casi si parla, come già detto, di eutiroidismo.

Diagnosi       

La diagnosi di tiroidite si basa su: anamnesi (raccolta delle informazioni riferite dal paziente), palpazione della tiroide durante la visita,analisi del sangue ed esami strumentali. 
La funzionalità della tiroide viene studiata attraverso il dosaggio degli ormoni tiroidei (THS, FT3, FT4) che potrà mostrare eutirodismo, ipotiroidismo o ipertiroidismo. Nei casi di tiroidite acuta e subacuta la VES e gli altri indici di infiammazione sono elevati. Gli esami della tiroide utili per la diagnosi vertono su: ecografia tiroidea (utile sia per delineare morfologia e grandezza della ghiandola che per mettere in evidenza il quadro di tipo infiammatorio) e, in alcuni casi, scintigrafia tiroidea che può mostrare una bassa captazione dello iodio radioattivo, precedentemente somministrato al paziente, nell’area infiammata). Per la diagnosi delle tiroiditi trova scarso impiego l’agoaspirato tiroideo, il suo utilizzo è limitato ai rari casi di tiroidite acuta e ai casi di concomitanti formazioni nodulari sospette.

Cura

La cura dellatiroidite dipende dal tipo di tiroidite diagnosticato e dalla fase in cui essa si trova. Le forme acute e subacutecausano di solito alterazioni funzionali transitorie e guariscono completamente, senza alterare in maniera permanente la funzione tiroidea. Le forme croniche, invece, se danno ipotiroidismo vanno trattate con la terapia ormonale sostitutiva anche per tutta la vita.

Rimedi medici

A seconda del tipo di disturbo, lo specialista  può prescrivere farmaci specifici. L’intervento chirurgico viene effettuato nei rari casi in cui, nonostante le terapie, la patologia metta a rischio le altre strutture del collo. Rappresenta il trattamento d’elezione in caso di tiroidite di Riedel.

Farmaci

I farmaci per la cura delle  tiroiditi sono:

  • Levotiroxina (in caso si sia sviluppato un ipotiroidismo o un gozzo molto pronunciato),

  • Betabloccanti, come il propranololo (in caso di tireotossicosi con tachicardia),

  • Antidolorifici e antinfiammatori, in caso di forme dolorose

  • Corticosteroidi, come il dexametasone o il prednisone (nelle forme dolorose più gravi, per diminuire l’infiammazione),

  • Antibiotici, in caso di forme batteriche

Rimedi naturali

In associazione ai rimedi medicali, per curare la tiroidite possono rivelarsi utili rimedinaturali e terapie alternative (da comunicare al medico perché potrebbero interferire con i farmaci tradizionali). Al trattamento per la tiroidite è importante affiancare una dieta adeguata, basata su alimenti potenzialmente in grado di moderare l’attività della tiroide:  broccoli, cavolfiore, cavolo, rape, spinaci, soia e senape, ad esempio, possono aiutare se la  tiroide è iperattiva. Da evitare sono gli alimenti raffinati, la caffeina, l’alcool, lo zucchero, i prodotti a base di latte e le farine. Anche il sale iodato, introdotto nell’organismo con i cibi e in giusta quantità, può essere un valido aiuto.

Tra le cure naturali, si sono rivelati efficaci antinfiammatori gli acidi grassi essenziali (si trovano nell’olio di pesce, nell’olio di semi di lino e nell’olio di borragine). Anche la bromelina, un enzima contenuto nella pianta dell’ananas, è uno dei rimedi naturali della tiroidite che può far diminuire l’infiammazione (spesso viene associato alla curcumina, che ne potenzia l’effetto).

Per una normale produzione di ormoni tiroidei sono importantissimi: selenio, zinco, vitamina A, vitamina C e vitamine del gruppo B (riboflavina, niacina e piridossina). La vitamina D, invece, secondo alcune ricerche, ha un ruolo rilevante nella prevenzione della tiroidite.


Specialisti

Lo specialista di riferimento per le patologie tiroidee e quindi anche per le tiroiditi è l’Endocrinologo, mentre ci si rivolge all’immunologo per la tiroidite autoimmune. Nell’ambito dei rimedi alternativi: ci si può rivolgere ad un omeopata.          

        

Complicanze                                                              

Il gozzo è una delle complicanze della tiroidite di Hashimoto e può essere prevenuto attraverso un'adeguata terapia sostitutiva. A causa degli aumentati valori di colesterolo LDL, un soggetto che non sia stato adeguatamente trattato, presenta un alto rischio cardiovascolare. Quando la malattia è in stadio avanzato è comune anche una severa depressione, con calo della libido e implicazione delle facoltà mentali.

Inoltre, un grave ipotiroidismo non adeguatamente trattato può portare a mixedema: in tale condizione patologica, il volto del paziente si caratterizza per la bocca semiaperta, la pelle spessa e rugosa, i capelli e le sopracciglia scarse, la pelle giallognola, le unghie fragili.



Lo Spettabile Dott.ssa Vanessa Matta, Endocrinologa prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa patologia con un approfondimento sul trattamento della stessa:

La tiroidite cronica autoimmune, patologia molto comune, ha un peso rilevante nelle donne che desiderano una gravidanza, perché può essere necessario utilizzare la terapia sostitutiva con levotiroxina anche in assenza di ipotiroidismo e spesso a dosaggi più elevati nelle donne che si sottopongono a stimolazione ovarica per procreazione medicalmente assistita.