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Medicina del sonno

Medicina del sonno

Quando il sonno smette di diventare momento di ristoro per il corpo e la mente e fase necessaria per il benessere di tutto l'organismo, può sorgere il dubbio di trovarsi di fronte ad un disturbo. Se squilibri come insonnia, apnee notturne, risvegli improvvisi durante la notte, durano più di una settimana di seguito, allora è necessario ricorrere ai trattamenti di medicina del sonno.

Cos'è
La medicina del sonno è una branca della neurofisiopatologia sviluppatasi piuttosto recentemente (durante gli anni '30 del '900) ma molto efficace. Essa abbraccia in realtà molte discipline (psichiatria, otorinolaringoiatria, odontoiatria, pediatria, neurologia), in quanto conoscere i disturbi del sonno significa fare i conti con tutto il corpo ed anche i suoi più piccoli squilibri. All'interno degli appositi centri dedicati a questo tipo di trattamenti non solo, dunque, verranno diagnosticate alterazioni del ritmo sonno-veglia, insonnia primaria o altre patologie che turbano il riposo notturno, ma i pazienti saranno indirizzati verso l'acquisizione di una buona igiene del sonno e di comportamenti utili a favorire l'abolizione delle cattive abitudini (fumo, alcool, eccessivo consumo di caffeina).

Come si esegue
I trattamenti di medicina del sonno non possono prescindere dall'analisi della qualità del sonno di ciascun paziente. Nel caso dell'esame di polisonnografia, ad esempio, la persona verrà introdotta nellacamera del sonno per essere monitorata durante un'intera notte. Qui le verranno in pratica posizionati degli elettrodi accanto agli occhi, sul collo, sul torace, sul naso, braccia e gambe, dopodiché le sarà chiesto di addormentarsi. Vi sono poi altri due tipi di esami strumentali: il monitoraggio cardio-respiratorio e l'actigrafia. Il primo consiste in un monitoraggio della qualità del sonno a casa (non in ospedale) attraverso dei sensori al dito indice, al naso e al torace; l'actigrafia è invece la registrazione dell'alternanza sonno-veglia durante l'arco di una o due settimane. Una volta effettuate tutte le analisi si procede alla diagnosi ed alle terapie più adeguate che ovviamente variano di caso in caso. In una diagnosi di apnea notturna, nello specifico, viene consigliata la cosiddetta terapia posizionale, che consiste in accorgimenti e comportamenti da assumere durante il sonno per evitare il russamento (pallina da tennis tra le scapole, dormire sul fianco, evitare alcolici, cibi speziati, caffeina). In una diagnosi di insonnia, invece, il percorso riabilitativo risulterà più lungo, ma verranno comunque indicate le regole di igiene del sonno (norme ambientali, dietetiche, comportamentali) affiancate a sedute di tecniche di rilassamento e percorsi psicoterapeutici mirati.

Risultato
I trattamenti di medicina del sonno portati avanti negli appositi centri ospedalieri di monitoraggio e cura si sono dimostrati efficaci in un'altissima percentuale di pazienti che soffrivano di russamento ed apnee notturne. Buoni i risultati anche su chi soffre di insonnia: in questo caso i pazienti acquisiscono consapevolezza del loro problema e vengono dotati di tutti gli strumenti idonei per sconfiggere questo disturbo.

Altre informazioni
Quasi tutti i più grandi ospedali in Italia sono dotati di un centro per i trattamenti di medicina del sonno. Per ottenere un consulto in merito basterà parlare con il proprio medico di famiglia oppure telefonare al contact center della struttura che interessa. La prestazione è interamente convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale.