Disturbo dell'identità di genere

Disturbo dell'identità di genere

Cos’è
Il trattamento dei problemi di identità di genere (DIG) è rivolto a quegli individui che percepiscono la propria persona come appartenente al sesso opposto, oppure a nessuno dei due generi maschile e femminile. Quest’ultima configurazione è solitamente denominata transgender, un termine generico che include tutte le persone che oscillano tra le due identità. Occorre precisare che l’identità di genere si differenzia sia dal ruolo di genere, ovvero dagli atteggiamenti messi in atto per rimarcare il proprio sesso, sia dall’orientamento sessuale e perciò tali dimensioni cognitive vanno trattate come unità indipendenti. Nello specifico, il DIG non deve essere confuso con l’omosessualità, in quanto questi ultimi non considerano incongruente il proprio sesso biologico. Il disturbo in questione è caratterizzato una persistente e stabile identificazione con il sesso opposto, il che genera nella persona malessere e talvolta una vera e propria repulsione per il proprio corpo. Il DIG primario si manifesta sin dall’infanzia e si caratterizza per una repulsione nei confronti del proprio carattere sessuale, associata ad una configurazione di atteggiamenti peculiari del genere opposto. Esiste anche un DIG secondario che esordisce quando l’individuo è ormai adulto, con gli stessi atteggiamenti e necessità. Come spesso accede nel campo della moderna psicologia, la discussione sulle possibili cause del disturbo dell’identità di genere è ancora in atto; in sintesi, alcuni studiosi considerano determinanti specifici fattori biologici (ormoni sessuali prenatali), mentre altri puntano il dito su cause strettamente psicologiche (educazione o eventi traumatici). Comunque, risulta prevalere la tesi che considera influenti entrambi i fattori.

Come si esegue
Prima di procedere con il trattamento dei problemi di identità di genere occorre valutare il vissuto soggettivo della persona coinvolta e accertare l’assenza di altre eventuali patologie. Una volta elaborata una precisa diagnosi ha inizio l’intervento di psicoterapia, che verrà protratto per lungo tempo e si prefigge sostanzialmente quattro principali obbiettivi: orientare il paziente verso la conoscenza di se stesso e della sua particolare situazione, con l’obiettivo di migliorare il rapporto con se e con gli altri; favorire e predisporre il dialogo e l’apertura nei confronti di amici e parenti; discutere ulteriori problematiche psicologiche spesso presenti nel DIG, quali ansia, depressione o il ricorso a particolari sostanze; infine, elaborare un progetto di vita incentrato sull’assenza di pregiudizi nei confronti della propria persona e sulla costruzione di rapporti di fiducia con le persone care.

Risultato 
Il trattamento dei problemi di identità di genere offre risultati positivi nel corso del tempo, quando la persona impara ad accettare al propria autenticità. Alcuni studi di follow up su alcuni transessuali hanno appurato il successo della soluzione chirurgica finalizzata all’adeguamento del sesso. Tuttavia, tale soluzione non risolve definitivamente il problema, in quanto permangono rilevanti questioni sociali e professionali; l’individuo, dunque, potrebbe ancora aver bisogno di una periodica consulenza o della psicoterapia.

Altre informazioni
Il trattamento dei problemi di identità di genere tramite intervento chirurgico, finalizzati alla riattribuzione del sesso, è legalizzato in Italia da una legge (n.164) emanata del 1982. Solo dopo questa soluzione, considerata estrema e attuata dopo un’adeguata terapia ormonale, si parla di transessualismo, ovvero un cambiamento definitivo che adegua l’individuo al genere a cui coscientemente sente di appartenere. L’intero iter è concluso con l’effettivo cambiamento di tipo nella scheda anagrafica.