Acalasia

Acalasia

L'acalasia è la più comune patologia primitiva dell'esofago e si manifesta tipicamente in soggetti di età compresa tra i 20 e i 40 anni, ma può interessare anche soggetti più anziani. 

Cos'è
L'acalasia è un disturbo della deglutizione caratterizzato da una ridotta peristalsi esofagea e da un mancato rilasciamento dello sfintere esofageo inferiore, a causa di un deficit neurologico della muscolatura liscia dell'esofago, che non invia impulsi nervosi adeguati durante la deglutizione e il passaggio del bolo alimentare.
La normale funzionalità esofagea prevede che il cibo deglutito passi nello stomaco per allargamento dello sfintere esofageo inferiore (cardias o LES), il quale serve anche ad evitare reflussi di succhi gastrici che possono corrodere le mucose parietali. In corso di acalasia, il LES resta sempre tonico, rilasciandosi in maniera incompleta e non permettendo l'adeguato passaggio alimentare nello stomaco, comportando il ristagno di cibo nell'esofago che tende così a dilatarsi progressivamente, innescando quel processo patologico definito megaesofago.
L'acalasia provoca disfagia, rigurgito soprattutto notturno perché favorito dal decubito, tosse, polmonite ab ingestis, alitosi, dolore toracico e perdita di peso.

Come si esegue
Il trattamento dell'acalasia mira a ridurre il tono dello sfintere esofageo inferiore affinché il bolo alimentare non ristagni nel lume. Tale risultato si può ottenere farmacologicamente con i calcioantagonisti, che agiscono come miorilassanti, endoscopicamente con la dilatazione pneumatica del LES, o chirurgicamente con la cardiomiotomia secondo Heller.
La metodica endoscopica della dilatazione pneumatica, consiste nell'applicazione di un palloncino che lacera la muscolatura del LES, ma nel 3% dei casi si verifica anche la lacerazione della parete esofagea; la metodica chirurgica, invece, prevede una dissezione della muscolatura liscia circostante lo sfintere esofageo inferiore, ma nel 25% dei casi provoca reflusso gastro-esofageo.
Di conseguenza il miglior trattamento dell'acalasia, sembra essere l'inoculazione per via endoscopica della tossina botulinica che inibisce il tono della muscolatura liscia, bloccando la liberazione dell'acetilcolina dal plesso mioenterico. I suoi effetti durano per 6 mesi o poco più e non creano effetti collaterali se eseguiti a debita distanza l'uno dall'altro.

Risultato
Affinché si riducano o si annullino del tutto i sintomi, è necessario che il trattamento dell'acalasia avvenga nelle migliori condizioni di base, di modo da scongiurare al minimo le possibilità di complicanze.
La terapia farmacologica ha l'inconveniente di provocare effetti collaterali soprattutto nei soggetti anziani e di non riuscire sempre a dare risultati soddisfacenti.
Il trattamento dell'acalasia mediante dilatazione pneumatica, ha per anni rappresentato la miglior terapia, anche se comporta un alto rischio di lacerazione e perforazione esofagea, oltre che richiedere dilatazioni ripetute nel tempo.
Di contro, la miotomia ha il vantaggio di garantire la pervietà dello sfintere ma lo svantaggio di provocare continui reflussi con conseguente sintomatologia, per cui il trattamento con tossina botulinica, sembra essere la tecnica più sfruttata negli ultimi tempi, considerando pro e contro.

Altre informazioni
Purtroppo, tutti i trattamenti dell'acalasia richiedono di esser ripetuti a distanza di tempo e hanno degli svantaggi e degli effetti collaterali, malgrado, per la maggior parte dei pazienti affetti da questa patologia, sarebbe necessaria un trattamento definitivo.