Insonnia

Insonnia

Secondo le statistiche il numero degli insonni o delle persone che, comunque, non riescono ad avere una soddisfacente qualità del riposo notturno, sembra essere in costante aumento. Complice del disturbo, la vita frenetica e stressante, l'abuso di fumo e alcol, l'età e alcune patologie particolari.

Cos'è
Va subito precisato che l'insonnia non è di per sé una malattia ma, piuttosto, un sintomo di altri disagi. Le cause possono essere molte: motivazioni di ordine psicologico ed emotivo, abuso di farmaci, in particolar modo quelli dimagranti, troppi caffè o altre bevande contenenti caffeina, patologie tiroidee, sofferenza fisica, sindrome premestruale ed età avanzata. Naturalmente il trattamento dell'insonnia varia a seconda della causa che ne sta alla base e si deve stabilire se ci si trova di fronte a un caso di insonnia primaria, quella cioè non scatenata da fattori organici, o di insonnia secondaria, legata quindi a patologie pre-esistenti come, per esempio, il morbo di Parkinson.

Come si esegue
Per il trattamento dell'insonnia secondaria è ovvio che occorre, prima di tutto, intervenire sulla causa fisica che la genera, cercando di contenere la patologia che ne è all'origine. Il trattamento dell'insonnia primaria, invece, ricorre alla somministrazione di farmaci, prevalentemente ansiolitici e antidepressivi, spesso affiancati da sedute psicoterapiche. Quando, invece, devono essere affrontati casi di entità meno rilevante, il trattamento per l'insonnia che, a fronte di un buona efficacia è privo di effetti collaterali, è quello fitoterapico. Allo scopo, vengono utilizzate principalmente passiflora, valeriana, tiglio, papavero e melissa. Queste erbe, da assumere sotto forma di compresse o di tisane, producono sull'organismo un effetto ansiolitico e rilassante.

Risultati
I risultati, specialmente per quanto riguarda quelli legati all'uso di ansiolitici, sono abbastanza immediati ma rischiano di provocare dipendenza e di perdere efficacia nel tempo. Gli antidepressivi, al contrario, potenziano la loro azione con il passare del tempo e non creano dipendenza. In entrambi i casi, tuttavia, si deve tassativamente evitare una brusca interruzione di queste terapie per scongiurare un effetto boomerang che potrebbe portare a uno stato di insonnia e di agitazione più significativo rispetto a quello iniziale. Si deve invece procedere scalando man mano le dosi e sempre sotto controllo del medico che ha prescritto la cura e che fornirà tutte le informazioni necessarie. Per quanto riguarda la fitoterapia, invece, una sostituzione, di tanto in tanto, della pianta officinale utilizzata, riesce a mantenere sempre attiva la risposta dell'organismo.

Altre informazioni
Per potenziare l'efficacia di qualsiasi trattamento dell'insonnia è sempre consigliabile seguire delle buone regole di vita come, per esempio, quella di cercare di andare a dormire a un'ora fissa e non subito dopo la cena che, ovviamente, deve essere leggera e non eccessivamente abbondante.
Attenzione anche alla camera da letto, che gli esperti consigliano di utilizzare esclusivamente per il sonno serale e che deve essere mantenuta fresca e areata. Tutte le sostanze eccitanti come tè, caffè e alcolici dovrebbero essere messe al bando, così come si deve evitare di cedere alla tentazione del sonnellino pomeridiano o di impegnative attività fisiche a partire dal tardo pomeriggio. Sicuramente raccomandabile, invece, qualche esercizio di rilassamento da fare prima di spegnere la luce.