Spondilolistesi

Spondilolistesi

A volte capita di avere dei dolori vertebrali che non diminuiscono neanche con l'uso di antinfiammatori, che si acutizzano con un semplice starnuto e che sono particolarmente dolorosi alla palpazione. La causa potrebbe essere dovuta all'osteoporosi. Meglio non attardarsi, in questi casi la diagnosi precoce è fondamentale, perché il trattamento di traumi vertebrali può essere chirurgico o medico-conservativo e varia a seconda della gravità e dell'anzianità del trauma, con una remissione funzionale molto diversa.

Cos'è
L'osteoporosi è una condizione clinica che determina una riduzione dello spessore osseo ed il conseguente aumento della sua fragilità, esponendo lo scheletro ad un maggior rischio di fratture; nel caso specifico, si ha una compressione generale e poi un cedimento della parte intermedia vertebrale o del tratto lombosacrale. L'accertamento diagnostico consiste nell' esame radiografico e una risonanza magnetica con mezzo di contrasto.
Nel trattamento di traumi vertebrali si può intervenire con l'approccio chirurgico, cioè con la vertebroplastica e la cifoplastica, o con quello medico-conservativo, usato nei traumi di lieve entità e soprattutto con gli anziani.

Come si esegue
La vertebroplastica si esegue quando le vertebre non presentano un edema intraspongioso, segno evidente di un traumatismo recente. L'intervento consiste nell'introduzione percutanea, sotto la guida della tomografia assiale computerizzata, di un ago che raggiunge il corpo vertebrale. Qui si inietta un liquido, il cemento, che solidifica in pochi minuti e consolida le vertebre, saldandole tra loro. 
La cifoplastica percutanea è una tecnica innovativa che viene impiegata nel trattamento dei traumi vertebrali recenti. Si introduce una cannula contenente un dilatatore che viene poi gonfiato nel corpo vertebrale, fino a ristabilirne la normale altezza. A questo punto si estrae il dilatatore e si pratica una vertebroplastica. 
Entrambe le tecniche chirurgiche sono eseguite in anestesia locale e richiedono un giorno o due di ospedalizzazione.
In molti casi si sceglie ancora l'approccio medico-conservativo, che consiste prevalentemente nell'allettamento, nell'uso di un corsetto ortopedico e nella somministrazione di farmaci analgesici, decontratturanti ed antiflogistici. Nel trattamento di traumi vertebrali, il paziente deve restare a letto per un periodo di tempo che può variare dai 20 ai 30 giorni e deve evitare la posizione eretta per non caricare la colonna vertebrale. Una volta che si è formato il callo osseo, (indice di saldatura del trauma), confermato da un'altra risonanza magnetica, il paziente riprende poco alla volta la sua vita, portando un corsetto ortopedico per un periodo non inferiore ai tre mesi.

Risultati
Con l'approccio chirurgico, la remissione è molto veloce e dopo quindici giorni dall'intervento il paziente può riprendere ogni attività, mentre, con quello medico-conservativo, la guarigione richiede almeno 4 mesi. E' lo specialista, in base ai referti diagnostici e all'anamnesi del paziente, a consigliare il trattamento più idoneo.

Altre informazioni
Gli accertamenti diagnostici e la visita specialistica vengono effettuati nelle ASL, dietro presentazione di ricetta medica del medico curante. In alternativa, se le liste d'attesa sono molto lunghe, ci si può rivolgere alle numerose cliniche private convenzionate. Questi interventi sono seguiti da neurochirurghi e chirurghi ortopedici che spesso operano anche privatamente, in strutture altamente specializzate.