Varicella

Varicella

cause, sintomi e rimedi

Indice

1.1 Definizione

1.1.1 Varicella nei bambini

1.1.2 Varicella negli adulti

1.2 Cause

1.2.1 La varicella è contagiosa?

1.3 Sintomi

1.4 Cura

1.4.1 Rimedi medici

1.4.2 Farmaci

1.4.3 Rimedi naturali

1.5 Prevenzione

1.6 Pericoli

 

Definizione
La varicella è una malattia infettiva molto contagiosa originata dal virus Varicella zoster (VZV), facente parte del gruppo Herpesvirus. Insieme al morbillo, alla rosolia, alla scarlattina, alla quinta malattia (megaloeritema) e alla sesta malattia (esantema critico), la varicella è inclusa tra le malattie esantematiche dell’infanzia La malattia costituisce una protezione permanente contro le successive reinfezioni (immunità), anche se il virus, di solito, non viene eliminato dall’organismo infettato e rimane latente per tutta la vita. In circa il 10-20% dei casi può, infatti, risvegliarsi a distanza di anni e causare il quadro clinico di Herpes Zoster, noto anche come “fuoco di Sant’Antonio”.

Varicella nei bambini
La varicella nei bambini colpisce nella fascia d’età compresa tra i 5 e i 10 anni. Poiché la malattia è molto contagiosa, nella maggior parte dei casi, i bambini con un fratello infettato vengono contagiati, presentando gli stessi sintomi dopo circa 2 settimane. Per quanto possibile, sarebbe opportuno mantenere i piccoli con la varicella lontano da fratelli e sorelle non vaccinati. Inoltre, è prevista la non frequenza di scuole e asili per almeno 7 giorni dall’inizio dell’ultima ondata eruttiva o fino a quando tutte le lesioni non siano diventate crostose.

La varicella nei bambini più piccoli, spesso, presenta sintomi lievi e un minor numero di vesciche rispetto ai bambini più grandi o agli adulti.

Varicella negli adulti
Solitamente, la malattia si risolve in circa 7-10 giorni: nel caso di varicella negli adulti, adolescenti o soggetti con alterazione del sistema immunitario (immunodepressi), è possibile che si abbia un decorso più aggressivo. Più comune negli adulti (e meno nei bambini) è una fase prodromica (che precede i sintomi veri della malattia), di 1 o 2 giorni, caratterizzata da febbre, mal di testa, mal di gola, dolori addominali, sensazione di malessere.

 

Cause
Ma come si prende la varicella? Il contagio può avvenire con le goccioline che finiscono nell’aria quando il soggetto che ne è affetto tossisce, parla o starnutisce (contagio per via aerea) o con il contatto diretto con lesione da virus varicella zoster (VZV virus). La contagiosità del virus che è causa la varicella inizia dal primo o secondo giorno precedenti la comparsa dell’eruzione e può protrarsi fino alla comparsa delle croste, di solito coincidente con i 5 giorni successivi alla comparsa della prima gittata di vescicole (anche il liquido in esse contenuto è contagioso).

La varicella è contagiosa?
La varicella è contagiosa. Anzi, è una malattia infettiva tra le più contagiose, specialmente nelle fasi iniziali dell’eruzione cutanea che la caratterizza (esantema): si stima che una persona affetta da varicella può, a sua volta, contagiare altri 12-14 soggetti. L’uomo è l’unico serbatoio conosciuto del virus che ne è responsabile e che si trasmette, quindi, solo da uomo a uomo.

Qualora una donna venga infettata in gravidanza, il virus è in grado di attraversare la placenta e di contagiare l’embrione o il feto. Il modo in cui si trasmette è, quindi, legato alla vicinanza con superfici o oggetti contaminati, al contatto diretto con il siero presente nelle vescicole, alla trasmissione diretta viso a viso. Il rischio pare insorgere a seguito della condivisione di un ambiente con un soggetto malato per almeno 15 minuti. In generale, per evitare il rischio di contagio, si consiglia di isolare il paziente.

Le persone che non hanno contratto la varicella possono prenderla anche da soggetti con herpes zoster, ma non possono prendere l’herpes zoster stesso, che può svilupparsi solo da una riattivazione del VZV in persone che abbiano già avuto la varicella.

 

Sintomi
Dopo un periodo di incubazione della durata di 2 o 3 settimane (generalmente, di 13-17 giorni), la varicella si manifesta con un’eruzione cutanea maculo-papulosa, accompagnata da  sintomi iniziali come malessere generale, mal di testa e febbre (di solito di lieve entità).
Per circa 3-4 giorni, le piccole papule rosa e pruriginose spuntano, in ondate successive,  su testa, viso (inclusi bocca, naso e orecchie), tronco e arti per poi evolvere, nel giro di 12-24 ore, in vescicole piene di liquido, in vescicole ombelicate ed, infine, in croste destinate a cadere. Talvolta le vescicole si trasformano in pustole a causa di una superinfezione batterica. Inoltre, uno dei più fastidiosi sintomi della varicella è un forte prurito.

Solitamente, un soggetto colpito dal virus della varicella presenta da decine a centinaia di lesioni, anche se possono verificarsi casi di malattia con sintomi molto lievi (che passano quasi inosservati) e casi con forme piuttosto complicate e severe.

Cura
Dal momento che la causa della varicella è un virus, il medico non prescriverà una cura con antibiotici, tranne nell’eventualità in cui si rendano necessari se le piaghe vengono infettate da batteri (ciò accade talora nei bambini che grattano le vesciche).

Rimedi medici
Il pediatra, il medico generale o lo specialista infettivologo daranno indicazioni in merito ai rimedi medicali più utili nelle varie situazioni.
Solitamente, la terapia è solo sintomatica, infatti, non cura la malattia ma cerca di alleviarne i sintomi.

Farmaci
Non vi sono, quindi, specifici farmaci per la varicella: generalmente, per alleviare il prurito vengono impiegati degli antistaminici, per abbassare la febbre viene usato il paracetamolo e per lenire il dolore nella zona genitale vengono usate delle creme da applicare alle piaghe.

Nei casi che presentano rischi di complicanze (ad esempio, negli adolescenti, nelle persone con malattie croniche o in terapia con steroidi) è possibile ricorrere a farmaci antivirali come l'Aciclovir: il farmaco, che può rendere l’infezione meno grave, va somministrato entro le prime 24 ore dall’apparizione dell’eruzione cutanea. Poiché possono avere significativi effetti collaterali, gli antivirali vanno somministrati solo se strettamente necessario (e, ovviamente, su prescrizione medica).

I bambini con varicella non vanno trattati con salicilati (aspirina), associati con la grave malattia della sindrome di Reye, che può causare insufficienza epatica, danni cerebrali e perfino la morte. Anche i cortisonici sono controindicati per la loro azione provirale e perché rendono le lesioni cutanee emorragiche.

Rimedi naturali
I rimedi naturali generalmente usati per alleviare febbre, prurito e disagi causati dalla varicella (da valutare col medico) sono:

  • utilizzo di salviette fresche e umide, bagni d’acqua tiepida e con farina d’avena;
  • uso di talco mentolato all'1% nei punti in cui si avverte prurito (ma non sul volto, soprattutto vicino agli occhi);
  • impiego di biancheria di cotone;
  • alimentazione a base di cibi morbidi e freddi (senza alimenti salati e acidi), poiché la varicella in bocca può rendere piuttosto difficile sia bere che mangiare.

Per quanto possibile, occorre trattenere i bambini dal grattarsi, il che può risultare piuttosto difficile (durante la notte è consigliato far indossare loro delle calze o dei guanti sulle mani, per evitare che possano graffiarsi durante il sonno). E’ importante tenere  le unghie delle mani pulite e corte, per ridurre gli effetti dei graffi, comprese le rotture delle vesciche e le possibili infezioni.

Il corpo asciutto va tamponato e non sfregato.

I rimedi naturali per alleviare i sintomi della varicella, vengono anche dalla medicina naturale e dall’omeopatia: può essere utile la rosa canina (per rinforzare le difese immunitarie e prevenire l’invecchiamento della pelle causato dalle vescicole), la calendula  (trattamento per mitigare il prurito grazie alla sua azione antinfiammatoria, antisettica e cicatrizzante. E’, comunque, necessario valutare con lo specialista l’uso della calendula).

In omeopatia, la varicella viene affrontata con cure naturali a base di Rhus Toxicodendron (se sono presenti piccole vescicole che bruciano e danno molto prurito), Cantharis (se le vescicole sono grosse e con siero), Mezereum (se le vescicole sono grosse e con croste spesse e dure, quando cadono lasciano una lesione sulla pelle).

 

Prevenzione
Per quanto riguarda la prevenzione, dal 1995 è disponibile il vaccino contro la varicella, costituito dal virus vivo attenuato.   

Il vaccino risulta efficace al 95% nella prevenzione delle forme moderate e gravi della malattia, al 70-85% nella prevenzione delle forme lievi. Nei casi in cui, nonostante la vaccinazione, venga comunque contratta la varicella, la sintomatologia è più leggera.

La vaccinazione, sicura e ben tollerata, viene effettuata in un’unica dose tra i 12 mesi e i 12 anni, in due dosi per i bambini di età superiore ai 12 anni. E', comunque, consigliata anche negli adulti e negli adolescenti che non hanno contratto la malattia. E' indicata, altresì, per le donne in età fertile che non hanno avuto la malattia per evitare un’eventuale infezione in gravidanza e i conseguenti danni al bambino. 

 

Pericoli
La varicella, guarisce nel giro di 7-10 giorni, ma spesso dura fino a due-tre settimane. Le complicanze più frequenti (rare nei bambini) comprendono superinfezioni batteriche delle lesioni cutanee, polmoniti, epatiti, artriti, meningoencefaliti, trombocitopenia (diminuzione del numero delle piastrine nel sangue). Possono anche verificarsi infezioni batteriche che coinvolgono la pelle. Manifestazioni esantematiche estese e complicazioni sono più frequenti tra adolescenti, adulti e nei soggetti immunocompromessi di tutte le età.

Durante la gravidanza, la varicella costituisce un serio problema a causa dei possibili pericoli sia per la madre che per il nascituro, strettamente legati alla settimana in cui avviene il contagio:

  • varicella grave della madre (soprattutto se l’infezione viene contratta nel terzo trimestre di gravidanza);
  • varicella neonatale grave, spesso ad esito letale, se la madre sviluppa la malattia nel periodo compreso tra i 5 giorni precedenti e i 2 giorni successivi al parto;
  • sindrome da varicella congenita nel bambino (varicella contratta tra l’ottava e la ventesima settimana di gestazione);
  • i bambini esposti al virus della varicella in utero dopo la ventesima settimana di gestazione possono sviluppare una varicella asintomatica e Herpes zoster nei primi anni di vita.

Se una donna incinta ha contratto la varicella prima della gravidanza, il bambino è protetto dall’infezione nei primi mesi di vita: la mamma, infatti, gli trasmette l’immunità attraverso la placenta e il latte materno.

I soggetti immunocompromessi sviluppano spesso complicanze più importanti, tra cui la fascite necrotizzante ed un interessamento degli organi interni (ad esempio polmonite interstiziale). In questi soggetti le lesioni cutanee, più numerose e di durata più lunga, possono anche sanguinare, presentando il quadro di varicella emorragica.

Anche i bambini con sistema immunitario normale possono talora sviluppare delle complicanze, soprattutto infezioni della pelle in prossimità delle vesciche.

 

Lo Spettabile Dott. Bruno Del Grosso, Infettivologo, prenotabile sul nostro portale, ha risposto alla nostra richiesta di un suo commento su questa patologia con un approfondimento sul trattamento della stessa:

“La terapia con Acyclovir va riservata ai casi gravi o complicati e nei soggetti immunodepressi o defedati. Non va cioè somministrata nei soggetti sani o affetti da forma usuale della malattia, in quanto la tossicità del farmaco non compensa i suoi effetti benefici.

I soggetti in fase di contagiosità devono essere tenuti lontani da persone immunodepresse, defedate o in età avanzata, in quanto la malattia in tali individui può dar luogo ad infezioni gravi, potenzialmente letali.”