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aprile 2020 Milano

Il 70% degli italiani è pronto a passare alla telemedicina

Gli over65 sono i meno timidi durante le visite mediche davanti a uno schermo

L’emergenza causata dal Covid-19 ha accelerato il passaggio al digitale di molti comparti, compreso quello sanitario. Sono state numerose le iniziative legate all’uso della tecnologia in campo medico, prima fra tutte il consolidamento e la diffusione della telemedicina, ancora poco sviluppata in Italia rispetto al resto d’Europa. Secondo una ricerca su oltre 1.500 persone svolta da Dottori.it (www.dottori.it), sito e app leader in Italia per la prenotazione di visite specialistiche, il 70% degli utenti si è detto pronto a passare alle visite in videoconsulto.

Se più della metà (51,2%) dei rispondenti, però, dichiara di voler ricorrere a questo strumento solo in casi di estrema necessità, come la quarantena, sorprende il dato relativo agli over 65. Nella fetta più anziana degli utenti che hanno risposto alla ricerca, la percentuale di chi userebbe il videoconsulto in modo abituale sale al 41,5%.

Alla tecnologia si associa spesso l’idea di abbattere le barriere del pudore, ma ciò non sembra valere per la telemedicina: più della metà degli utenti ha detto infatti che proverebbe maggior vergogna a mostrarsi durante un videoconsulto rispetto a una visita dal vivo. Ancora una volta sono gli over 65 quelli più a loro agio con questo strumento tanto che il 56,7% ha dichiarato di sentirsi meno in imbarazzo davanti a una videocamera che in studio. Al contrario più del 70% dei giovani fra i 18 e i 30 anni crede che lo schermo amplifichi il disagio nel mostrare alcune parti del proprio corpo.

Le prenotazioni di videoconsulti durante la quarantena

Analizzando le prenotazioni di visite video effettuate su Dottori.it dal lancio del servizio – avvenuto proprio durante l’emergenza  –  ad oggi, emerge che più della metà è stato effettuato dagli uomini (età media 38 anni). Le regioni più attive da questo punto di vista sono state Lombardia, Lazio e Campania che, insieme, hanno raccolto il 60% di tutte le prenotazioni. I più consultati in video sono stati nell’ordine dermatologi, andrologi e otorinolaringoiatri. Se queste sono le specializzazioni più richieste dagli utenti, i medici più pronti a integrare le loro prestazioni con la telemedicina disponibile sulla piattaforma sono stati nutrizionisti, neurochirurghi e psicologi.

Cosa è apprezzato e cosa non convince ancora dei videoconsulti medici

Tra chi non è ancora pronto a usare lo strumento della videoconsulenza con uno specialista della salute, quasi il 60% teme che si tratti di visite meno approfondite rispetto a quelle realizzate in studio. Una persona su tre, invece, non utilizzerebbe la telemedicina perché bisognosa di avere un contatto personale con il medico per poter creare una relazione di fiducia

Al contrario, tra gli aspetti valutati positivamente dai rispondenti, al primo posto si trova la comodità delle videoconsulenze: poter prenotare con pochi click e farsi visitare senza doversi spostare da casa è un fattore apprezzato dal 53% del campione. Non solo, la possibilità di essere assistito da specialisti operanti anche in regioni diverse dalla propria è ciò che fa gradire il videoconsulto al 29% degli utenti.

Capitolo costi. Per un italiano su due le consulenze video degli specialisti dovrebbero costare meno delle visite in ambulatorio, rimanendo meno complete. Solo il 7% pensa che debbano avere lo stesso prezzo mentre il 43% valuterebbe caso per caso, in base alla tipologia di consulto.

“Durante la quarantena, per far fronte all’emergenza sanitaria, i videoconsulti sono diventati uno strumento indispensabile per medici e pazienti - dichiara Angela Maria Avino, CEO di Dottori.it – Siamo convinti che, anche una volta superato questo periodo, la telemedicina acquisirà un valore percepito sempre più alto, come avviene già in altri Paesi europei. Sono tantissimi infatti i casi in cui le videoconsulenze possono sostituire l’appuntamento in ambulatorio, agevolando sia i medici sia i pazienti nella gestione di spostamenti e visite abituali.”

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Ufficio Stampa Dottori.it

Giulia Rabbone, Federica Tordi

ufficiostampa@dottori.it