maggio 2021 Milano

8 miti sul sonno dei bambini (0-3 anni)

Il Dott. Pietro Sciacca, pediatra, risponde ai miti più diffusi sul sonno del bambino

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  1. Per dormire bene, i bambini devono apprendere un metodo per addormentarsi da soli”

Dipende. Piuttosto che parlare di apprendimento di metodo, è più corretto parlare di routine. Partendo dal presupposto che ogni bambino deve dormire quel tanto che gli basta per essere attivo durante il giorno senza avere particolari condizionamenti sul numero di ore dormite, sarebbe comunque opportuno che i genitori aiutassero il figlio ad addormentarsi attraverso una valida routine.

Tutti i bimbi amano la ripetitività delle azioni perché li rende capaci di prevedere cosa sta per accadere sia di giorno che di notte. Indubbiamente non esiste una routine uguale per tutti, ma questa andrà impostata sulla base delle attitudini del bambino e delle abitudini dei genitori.

Quello che consiglio spesso è di abbassare la luce, la voce e leggere una fiaba, mettere il bimbo nel proprio lettino e attendere che si addormenti. Tutte queste tappe di addormentamento lo aiuteranno ad imparare ad autoregolarsi anche di notte;

 

 

  1. Deve abituarsi a dormire da solo nella sua stanza, prima è meglio è”

Falso. Noi adulti siamo abituati a pensare al sonno come un’assenza di veglia, in cui tutto è immobile, ma in realtà non è così. Di notte sia gli adulti che i bambini hanno dei microrisvegli, con la differenza che i primi sanno gestirli e al risveglio quasi non ne hanno coscienza, mentre i secondi non ne sono in grado e piangono per richiamare l’attenzione su di sé ed essere aiutati a riaddormentarsi.

Per questa ragione, aiutare il bambino con una valida routine di addormentamento, può sostenerlo anche di notte quando si sveglierà e sarà capace di riaddormentarsi autonomamente.

Non è importante dove dorme, ai fini di un sonno piacevole per genitori e bambino è fondamentale creare una routine capace di tranquillizzare il bambino e non fargli vivere il momento dell’addormentamento con ansia;

 

 

  1. Se mio figlio dorme con me non sarà mai autonomo e indipendente”;

Falso. La prossimità è percepita inconsciamente come metodo di conforto notturno e quando sarà pronto il bambino deciderà autonomamente che è venuto il momento di non dormire più nel lettone;



  1. Se lo allatto al seno è più probabile che non dorma da solo e per tutta la notte”

Falso. È stato dimostrato scientificamente che il latte materno ha un andamento dinamico quindi alcuni suoi componenti si modificano a seconda delle fasi del giorno e della notte. Se di notte nel latte materno ci sono melatonina e triptofano, di giorno invece ci sono sali e cortisoli. Tutti sanno che i primi favoriscono l’addormentamento e i secondi invece sono utili a stare svegli ed essere attivi;

 

  1. Se passo dal latte materno a quello in formula, mio figlio sicuramente dormirà tutta la notte”

Falso. Nessun latte artificiale può garantire il dinamismo di quello materno e per questo motivo non c’è nessuna evidenza scientifica che questo debba essere sostituito al latte della madre per favorire il sonno del bambino;



  1. Se lo lascio piangere per farlo dormire da solo non succede nulla”

Falso. Quando si sceglie di lasciar piangere il bambino, si può avere l’effetto contrario: può sentirsi abbandonato e generare ansia in lui e quando si sveglierà di notte piangerà ancora più forte perché avrà paura del momento dell’addormentamento. Sarà vissuto non come un abbandono al sonno, ma con paura e difficoltà a gestirlo.

 

 

  1. Ha un sonno agitato e si sveglia di continuo”

Dipende. Il sonno dei lattanti, soprattutto nelle prime settimane di vita è molto diverso dal nostro. Apparentemente è un sonno agitato, fatto di versetti, micro-pianti, o anche movimenti a scatto. Si tratta di comportamenti assolutamente fisiologici che mettono in agitazione i genitori inesperti, ma che non rappresentano un problema reale.

 

 

  1. Mio figlio non dorme abbastanza, voglio usare la melatonina”

Dipende. L’uso della melatonina può essere estemporaneo e non può essere usata in maniera continuativa nel tempo. Personalmente preferisco evitarla (salvo rari casi) perché credo sia molto meglio impostare una buona routine che porta risultati duraturi nel tempo, piuttosto che rimedi occasionali.



Ufficio Stampa dottori.it

Giulia Rabbone, Federica Tordi

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